Dati macro contrastanti, mercati indecisi sul fronte finanziario

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Negli ultimi giorni sono abbondate le pubblicazioni di dati macro. Tra le principali statistiche asiatiche, ad esempio, è da rilevare come in Cina i prezzi delle case abbiano mostrato per luglio un rialzo tendenziale del 7,9 per cento nelle 70 principali città del Paese, spingendo pertanto i dati dalle precedenti rilevazioni.

Tassi ai minimi, il Fmi solleva le cautele

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La politica monetaria dei tassi negativi condotta dalla Banca centrale europea ha avuto sicuro successo, riducendo il costo finanziamento sia per le banche sia per i clienti. Tuttavia, i tassi sotto lo zero non sono da vedersi positivamente se spinti troppo a lungo, poichè conducono con se delle sfide che sarebbe bene non sottovalutare. Ad affermarlo è il Fondo monetario internazionale, che in un report recentemente pubblicato sul proprio sito, ha elencato quali sono i punti di criticità: gli oneri sulla liquidità in eccesso sarebbero maggiori nei Paesi in cui le banche detengono riserve di denaro più consistenti, e la capacità degli istituti di generare margini per ogni euro di asset è sotto pressione.

Il dollaro riprende la sua strada al rialzo

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Dopo aver vissuto in venerdì una giornata di pesante correzione delle proprie quotazioni nei confronti delle principali valute internazionali e, tra di esse, anche contro euro, il dollaro ha aperto la settimana in corso mostrandosi in leggero rialzo. Una posizione di discreta forza, che non è nemmeno stata intaccata dai dati USA del pomeriggio di ieri, che pure non sono stati certamente positivi.

Forex, ecco cosa accadrà questa settimana

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Settimana abbastanza densa di spunti – ma non particolarmente decisivi – per l’area euro. Il calendario macro nell’eurozona propone infatti le indagini IFO, Commissione UE e Istat per poter complestare il quadro per il mese di luglio, con la speranza che possano fornire delle informazioni positive e aggiuntive sull’effetto derivante dal referendum sulla Brexit dello scorso 23 luglio.

Sterlina in correzione nonostante inflazione oltre le previsioni

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Così come avvenuto anche nei confronti dell’euro, pure la sterlina negli ultimi giorni ha parzialmente corretto, soprattutto contro il dollaro USA, toccando quota 1,30 GBP/USD. La correzione ha invece interessato un po’ meno l’euro, che di fatti si è anch’esso indebolito, passando da 0,83 a 0,84 EUR/GBP. Tra i dati di maggior rilievo degli ultimi giorni, segnaliamo come l’inflazione sia salita più del previsto, da 0,3 per cento a 0,5 per cento, ma non abbia comunque apportato grandi cambiamenti allo scenario di interpretazione degli analisti.

Dollaro in attesa della pubblicazione dell’employment report di giugno

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L’employment report di giugno è non solamente il tema di questi giorni, bensì anche il tema dell’intero mese, vista e considerata la sua rilevanza cruciale per la direzione dei tassi USA, anche se nel brevissimo termine lo scenario della politica monetaria è dominato dalle conseguenze del referendum inglese. In altri termini, notizie anche estremamente positive dal report non modificheranno le decisioni del FOMC per le prossime settimane, ma probabilmente potrebbero mettere le giuste basi per un primo rialzo dei tassi di interesse di riferimento nel corso del mese di settembre.

Quotazioni petrolio e acquisti Cina: ecco cosa accadrà

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Uno dei principali parametri che potrebbe condizionare l’evoluzione delle quotazioni di petrolio nel corso dei prossimi mesi, è quanto già avvenuto nel corso degli ultimi mesi, valutando che il rialzo del greggio da inizio anno ad oggi è stato significativamente influenzato dalla forte domanda proveniente dai confini cinesi.

Mercati più ottimisti, la Brexit non fa più paura?

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I mercati finanziari sono sempre più ottimisti sulla Brexit, e con il passare delle ore sta diminuendo la probabilità che alla fine il Regno Unito possa uscire effettivamente dall’Unione Europea. E così, quando mancano poche ore all’apertura delle urne per il referendum sulla Brexit, gli investitori sono convinti che, in fondo, Londra non abbandonerà il resto del Continente. Una convinzione che è cinicamente cresciuta in misura esponenziale dopo la morte della deputata laburista Jo Cox, e che sta portando sempre più analisti a ritenere che prevarrà la permanenza nell’Unione.