Aggiornamento Importante: Secondo la circolare CySEC C168 è fatto divieto ad ogni broker di promuovere Bonus sul deposito. Sulla scorta della nuova regolamentazione, ci teniamo a precisare che qualsiasi riferimento a bonus sul deposito all'interno delle pagine di questo blog non sono più da tenere in considerazione.

Analisi sull’employment report USA di venerdì

Consigliati 
logo optionbitRendimenti delle
60 secondi al 76%


Software trading Automatico

Visita OptionBit

iqoption_logo_miniDeposito minimo 10$

Trade minimo 1$


Visita Iqoption

EUR-USD

Venerdì scorso è stato pubblicato l’employment report di maggio: un documento che è purtroppo stato foriero di delusioni, considerando che gli occupati non agricoli sono cresciuti di sole 38 mila unità, e con il tasso di disoccupazione che scende al 4,7% solo in virtù della flessione del tasso di partecipazione di 2 decimi. Contemporaneamente, il report ha però segnalato un buon aumento dei salari (+0,2 per cento su base mensile) dopo +0,4 per cento su base mensile di aprile.

I dati sono dunque mediamente deboli, ma da soli non saranno sufficienti a indicare una svolta in negativo del mercato del lavoro e del ciclo USA.

Tornando ai dettagli statistici, gli occupati non agricoli aumentano di 38 mila unità e, con le due revisioni dei mesi precedenti, influenzano una media a 3 mesi che rimane comunque discreta, +116 mila. In particolare, si rileva un rialzo di 13 mila nel settore pubblico, che lascia gli occupati privati in rialzo di solo 25 mila unità, con debolezza diffusa a tutti i settori tranne che la sanità (+46 mila). Di contro, i servizi privati aumentano gli occupati di 61 mila unità.

In ogni caso, si tenga conto come i dati siano caratterizzati fortemente dallo sciopero di Verizon, che ha “sottratto” temporaneamente 35 mila occupati nelle comunicazioni, che saranno poi aggiunti nei dati di giugno, con la fine dello sciopero. Pertanto, alla luce di tale evidenza, i servizi privati segnano un aumento “reale” di 95 mila, in rallentamento dopo mesi molto più solidi, ma non così lontano dalla media a tre mesi (126 mila).

Più negativi sono i dati dall’industria, con il manifatturiero che cede 10 mila unità, le costruzioni che ne perdono 15 mila, l’estrattivo che cede 11 mila unità.

Il mese di maggio appare dunque essere molto debole, ma l’impressione è che questa debolezza sia anche figlia del fatto che negli ultimi trimestri la crescita degli occupati era straordinariamente forte, soprattutto se rapportata alla dinamica del PIL vicina al 2% in media e sotto l’1% nel 1° trimestre.

Infine, il report sottolinea come il trend della partecipazione rimane strutturalmente verso il basso per motivi demografici, come il rialzo di fine 2015 fosse di natura ciclica e non duraturo. Proprio il calo del tasso di partecipazione è dunque l’elemento più utile per spiegare un pur positivo calo del tasso di disoccupazione dal 5 per cento al 4,7 per cento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *