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Antitrust sanziona gruppo Roche per cartello. Conviene shortare?

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sanzionato gruppo Roche

Risale a ieri la notizia della sanzione Antitrust per ben 180 milioni di euro, assieme alla società Novartis, con cui sarebbe stato formato un cartello per favorire la vendita di un medicinale più costoso (Lucentis), in luogo di un altro equivalente (Avastin).

Quanto comunicato  non si è mostrato sconvolgente sin da subito per il ritorno, in termini di quotazioni ufficiali di borsa (il titolo sembra avere un andamento stabile e procede a piccoli rintocchi in salita ed in discesa), su Roche. L’indice principale a cui bisogna riferirsi per il gruppo Roche è l’indice SMI (Swiss Market Index), relativo alla borsa di Zurigo, che ha chiuso lievemente in positivo (+15,19 punti, corrispondente a soli 0,18 punti percentuali), se si vuol considerare non il singolo titolo ma il paniere di cui fa parte.

 E’ l’unico nesso diretto che abbiamo trovato per la vicenda. Ma chiaramente, nel trading, vari sono i legami che si possono trovare, a partire da questa semplice notizia. Si potrebbe ad esempio indagare su quali possono essere le ripercussioni, nel senso delle sostanze-prime utilizzate per produrre i due medicinali. Anche se equivalenti non sempre si utilizzano le stesse materie prime per produrli.

In questo spazio, ci chiediamo, invece, se convenga o meno shortare (posizione short) sulla quotazione Roche, prevedendo un trend in discesa del titolo. Quindi, vendiamo oggi per acquistare ad un prezzo minore. Le opzioni binarie servono proprio a questo.

Il gruppo Roche, da vicino. Il profilo dell’investimento.

La rivalità fra Roche e Novartis, anche sul terreno di borsa, risale ad anni addietro.

Nel 2009, ad oltre 3 anni di distanza, il titolo perse terreno nella borsa di Zurigo (calo di quasi 10 punti percentuali), ove aveva sede la quotazione. E ciò a partire da un bilancio d’esercizio deludente. Non avvenne lo stesso per l’altra società rivale Novartis, il cui titolo, invece, registrò un trend positivo.

Roche è sul piede di guerra, nei confronti dell’Antitrust, non da oggi ma già dal 2012, e non sembra di averne risentito, sin da subito.

In effetti, il bilancio d’esercizio del 2013 ha chiuso in positivo.

Il gruppo Roche controlla la società Genentech, quotata sul Nyse, il cui titolo è da sempre considerato un ottimo investimento, da inserire nel portafoglio azionario, per il trend positivo delle quotazioni registrato negli ultimi 20 anni (il rendimento si è più che decuplicato, considerando un investimento continuativo nel titolo, attraverso un fondo a risparmio gestito).

E’ però da dire che l’analisi fondamentale degli indicatori di riferimento mostra una non debole sopravvalutazione del titolo, espressa dall’indicatore price/book value, ovvero dal rapporto fra prezzo e valore contabile. Come sappiamo, il mercato è condizionato dagli umori di chi investe.

Le azioni del gruppo Roche sono integrate nel paniere “SMI” (Swiss Market Index) e sino ad ora il rendimento di tali titoli è stato, di gran lunga positivo: il rendimento sfiora quasi l’80% dal 2011 al 2013. Questa una delle ragioni per la quale la recente notizia non ha dato una forte scossa al mercato. Le quotazioni sono arrivate ai massimi sino a metà 2013. Come ben si sa, prendere a riferimento un paniere indicizzato non è la stessa cosa che prendere a riferimento direttamente il sottostante.

Tali titoli, secondo le aspettative degli investitori, sono da tempo, e malgrado gli scandali societari, oltre alle rilevanti operazioni di fusione, acquisizione, ristrutturazione, considerati come un buon investimento. E’ comunque iniziata una certa incertezza, come si constata dal più recente andamento del titolo, caratterizzato da una ridotta volatilità e dall’aprirsi di quelle che noi conosciamo con il nome di “fasi laterali”. In effetti, anche questo titolo, così come quello della Genentech, è considerato sopravvalutato, se ci si basa sul rapporto di analisi fondamentale Price/book più diffuso.

Posizione short su Roche. Alcune alternative.

In complesso, il titolo non presenta un alto margine di volatilità ma con un buon effetto leva finanziaria è possibile anche sfruttare i lievi rintocchi verso il basso. Non sono da attendersi picchi catastrofici, sempre che le aspettative degli investitori cambino. Ed allora può ripetersi la picchiata in negativo del 2009.

Il problema è avere una dimensione temporale dell’investimento, dato che le quotazioni non mostrano ancora di essere in calo. In borsa, tra l’altro, non si può consigliare perché la certezza non esiste, se non lo studio e l’analisi (o al limite, quelli che un certo Keynes chiamava Animal Spirits).

Si potrebbe adottare una tattica combinata con personalizzazione dell’investimento (gli strumenti finanziari che non consentono tale personalizzazione, allo stato delle cose, rischiano di rivelarsi rischiosi, dovendo liquidare la posizione prima del previsto):

–       Acquisto di minifutures-short su Roche senza scadenza determinata

–       Personalizzazione dell’investimento (aspettative ribassiste) con: effetto leva finanziaria, stop-loss discrezionale (possibilmente non automatico o standard). Trattandosi di opzione, non si è obbligati ad esercitarla.

–       Acquisto in simultanea di altri strumenti finanziari per tattica “ovatta” senza effetto leva finanziaria, al solo scopo di studiare il trend posizionale del titolo Roche (aspettative rialziste, di natura non speculativa o di hedging).

L’operazione presenta, comunque i suoi rischi.

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