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BoE e BCE confermano i tassi vicini allo zero

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Come da attese del mercato, sia nel Regno Unito che nell’area euro i tassi di interesse sono rimasti fermi rispettivamente allo 0,5% e allo 0,25%. In entrambi i casi il costo del denaro è rimasto sui livelli più bassi di sempre. La Bank of England (BoE) non modifica i tassi dal 2009, mentre la BCE dallo scorso novembre.

La politica monetaria di entrambe le aree monetarie resta accomodante, anche se in Gran Bretagna iniziano ad esserci maggiori aspettative di rialzo dei tassi nei prossimi mesi. Alcune banche d’affari internazionali ritengono che la BoE avvierà la stretta monetaria entro fine 2014 e sarà la prima tra le grandi banche centrali del mondo a farlo.

Le autorità monetarie di Londra hanno buone ragioni per pensare di poter iniziare una stretta monetaria. L’economia britannica è in ripresa e l’ultimo dato relativo all’indice Halifax di febbraio, relativo ai prezzi delle abitazioni nel Regno Unito, ha registrato il maggior ritmo di crescita dal 2009. Inoltre il target sul tasso di disoccupazione del 7% è ormai quasi raggiunto. Prima di alzare i tassi la BoE potrebbe magari iniziare a ridurre il piano di quantitative easing (stimoli monetari all’economia), attualmente a 375 miliardi di sterline.

La BCE, invece, deve far fronte a una crescita economica ancora anemica per la maggior parte dei paesi membri dell’Ue-18, ma soprattutto deve tenere a bada le pericolose pressioni deflazionistiche che fanno temere uno scenario molto simile a quello giapponese degli ultimi 25 anni (ovvero crescita stagnante e deflazione).

Mario Draghi, governatore della BCE, resta preoccupato per l’attuale contesto di bassa inflazione, che a febbraio è stata dello 0,8% ben lontana dal target del 2% delle autorità monetarie di Francoforte. Dopo le comunicazioni sui tassi di BoE e BCE, sul forex la sterlina resta sopra 1,67 dollari, mentre il tasso di cambio euro/dollaro si muove intorno a 1,3750.

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