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Che cosa sono le trendline?

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come costruire una trendline

Spesso si sente parlare di trendline, ma molto spesso si confonde con trend o tendenza direzionale. In realtà, c’è una sottile differenza e per questo ne parleremo.

Come costruire le trendline?

E’ sufficiente congiungere i vari punti di minimo o punti di massimo, a seconda del tipo di trend direzionale osservato per ricostruire le trendline.

Bisogna distinguere fondamentalmente tra 2 casi:

  1. Esistenza di un trend rialzista. In un’ottica dinamica, quindi, potrete certamente intuire che i punti di minimo via via rilevati sono crescenti (livelli di supporto dinamici, in crescendo). La trendline si ottiene congiungendo i minimi crescenti.
  2. Esistenza di un trend ribassista. Oppostamente, i punti di massimo saranno decrescenti (livelli di resistenza dinamici, in diminuendo). Bisogna congiungere i punti di massimo per ottenere l’altra nostra trendline.

Può essere utile accostare alle trendline, la linea del canale che si muove parallelamente alla trendline. Se ad esempio in caso di trend rialzista con la trend line si congiungono i punti di minimo (livelli di supporto dinamici), con la linea del canale sono da anteporre i livelli di resistenza dinamici, e così via.

Perché ha un valore segnaletico anche la linea del canale? Si può facilmente comprendere che, se vi è poca distanza fra trendline e linea del canale, di conseguenza è da attendersi anche cambiamenti più repentini, dato che il volume delle contrattazioni è esiguo.

Quale strategia possiamo adottare leggendo le trendline?

Abbiamo imparato a ragionare, in termini semplici, con il forex. Puntare long nel caso di trend rialzista (acquistare oggi per vendere domani; ragionamento valido anche per le coppie di valute dove si scommette long sul tasso di cambio, acquistando nei termini della valuta certa e vendendo nei termini della valuta incerta) e viceversa. Ma non è tutto.

Consigliamo la strategia “pyramiding” che parte dal presupposto di minimizzare il rischio. Pensate ad una piramide dalla larga base e via via dalle punte gradualmente più strette. Per analogia, è ciò che bisogna fare: puntare long gradualmente, aprendo nuove posizioni man mano che si cavalca il trend. Così, si evita il rischio di impiegare in una scommessa perdente direttamente tutto il capitale disponibile. Si “media in utile”.

D’altronde, alcuni broker non lo permettono, imponendo dei margini di copertura o garanzia per ogni trade.

Si potrebbe “mediare in perdita”? Sì, questo però è cercare di manipolare il mercato. Ad esempio, se vi è la prevalenza dei venditori rispetto ai compratori, si cerca ancora di far abbassare il prezzo, se si è intenzionati. Alcuni operatori cercano di limitare, così, i rischi connessi al cambio nel forex.

Si è, pertanto, visto che parlare di trendline e di trend è più o meno la stessa cosa, ma la differenza è più sottile, in quanto la trendline ci induce a puntare di più l’attenzione sulle caratteristiche del trend, verso un approccio dinamico e non storico della direzione dei prezzi (livelli di supporto e resistenza dinamici). Questo è il nuovo approccio del forex e del capital management.

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