Aggiornamento Importante: Secondo la circolare CySEC C168 è fatto divieto ad ogni broker di promuovere Bonus sul deposito. Sulla scorta della nuova regolamentazione, ci teniamo a precisare che qualsiasi riferimento a bonus sul deposito all'interno delle pagine di questo blog non sono più da tenere in considerazione.

Dati macro contrastanti, mercati indecisi sul fronte finanziario

Consigliati 
logo optionbitRendimenti delle
60 secondi al 76%


Software trading Automatico

Visita OptionBit

iqoption_logo_miniDeposito minimo 10$

Trade minimo 1$


Visita Iqoption

Negli ultimi giorni sono abbondate le pubblicazioni di dati macro. Tra le principali statistiche asiatiche, ad esempio, è da rilevare come in Cina i prezzi delle case abbiano mostrato per luglio un rialzo tendenziale del 7,9 per cento nelle 70 principali città del Paese, spingendo pertanto i dati dalle precedenti rilevazioni.

Si noti come il dato stia segnando un rialzo piuttosto netto dal +7,3 per cento di giugno e, con riferimento più specifico alla zona di Pechino e Shanghai, abbia registrato aumenti pari rispettivamente al 20,7 per cento e al 27,3 per cento, contribuendo in tal modo a rinvigorire le prospettive di chi ritiene che all’interno dell’economia asiatica (i cui trend di crescita sono stati sostanzialmente resi “dubbi” dal Fmi) si stia formando una pericolosa bolla immobiliare.

Sempre in ambito asiatico, rileviamo invece come in Giappone l’avanzo di bilancia commerciale vede una lieve flessione in luglio fermandosi a 513,5 miliardi di yen, contro un precedente di 393,1 miliardi. Il dato però supera il consenso di 273,2 miliardi espresso dal mercato: il dettaglio delle componenti ha mostrato in tal proposito una contrazione del 14 per cento per le esportazioni, compensato però da un più ampio calo delle importazioni (-24,7 per cento a/a).

Venendo alla zona euro, più vicina a noi, registriamo la pubblicazione dei dati della seconda stima dell’inflazione di luglio, che sta confermando l’indice in crescita dello 0,2 per cento su base annua, anche se introduce al contempo una revisione al ribasso del dato di giugno da +0,2 per cento su base annua a +0,1 per cento su base annua. Il CPI core rimane invece stabile a +0,9 per cento, confermandosi in linea con il dato precedente e la stima flash.

Per quanto intuibile, il principale evento macro è stato comunque rappresentato dalla pubblicazione dei verbali FOMC per la riunione di luglio, dai quali è emerso un Comitato ancora piuttosto spaccato tra chi ritiene che sia oramai giunto il momento di ritoccare al rialzo i tassi di interesse, e chi invece ritiene che sia il momento di temporeggiare. Considerato che alla riunione di settembre manca poco, difficilmente le opinioni su un rialzo dei tassi potranno orientarsi in modo decisivo: è quindi più probabile che a settembre vi sia un nulla di fatto ma che, di contro, si aprano interessanti margini per la fine dell’anno…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *