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Distinguere un broker dall’altro: il re-quote

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Vediamo alcuni elementi base per poter distinguere tra un broker forex e l’altro. Oggi prendiamo in considerazione lo stile operativo del broker, non tanto le promozioni contestuali.

La funzione re-quote

Con la funzione re-quote, in pratica, il broker rappresenta sempre la nostra controparte, andando a generare il mercato. Quindi, se acquistiamo, il broker venderà e viceversa.

Uno degli inconvenienti di tale stile operativo è che, in alcuni casi, quando il broker è sicuro che la nostra scommessa molto probabilmente sarà perdente, cercherà di non controbilanciare in posizione di “hedging” la nostra scelta, lasciandola correre.

Tale modo di operare viene detto in gergo “Dealing Desk”. I broker spuntano delle commissioni o spread sulle operazioni del cliente, a seconda delle regole imposte.

Si crea, pertanto, una sorta di mercato interno, in funzione anche della dinamica di gioco del broker, e pur se, in partenza, il mercato si basa su quotazioni reali del Forex.

Dato che molti si sono allontanati dal re-quote centralizzato, si è proposto di decentralizzarlo in capo ai singoli utenti, rendendo le operazioni effettuate da ciascuno trasparenti e, quindi, copiabili. Chi ci assicura, però, che si tratti di traders effettivi e non di profili-broker fittizi? E pure se si tratti di traders effettivi, il mercato, così, funziona meglio o ci potrebbe essere una distorsione finale, una volta rese note le strategie individuali, le scommesse di ciascun utente?

Maggiore autonomia rispetto al broker. E’ preferibile?

Quando non vi è la necessità dell’intervento del broker e non vi sono tempi di attesa tra una chiusura dell’operazione e l’altra, nonché quando il funzionamento del mercato rispecchia di più quello reale (minore probabilità di creazione di un mercato parallelo), potrebbe essere preferibile (Broker No Dealing Desk).

I sistemi più completi, da tale punto di vista, sono rappresentati dagli ECN (Electronic Communication Network), in cui le transazioni tra un operatore e l’altro di trading avvengono simultaneamente. Si hanno, inoltre, maggiori strumenti di gestione dello spessore del mercato, monitorando costantemente la dinamica o volume transato (book per ogni titolo o attività quotata).

Queste sono le premesse iniziali per cominciare a distinguere tra un broker e l’altro, se i requisiti richiesti sono raggiungibili per entrambe. Molte volte la libertà con cui viene consentita la creazione di un mercato parallelo può essere un’arma a doppio taglio, ma anche un’opportunità, se il broker introduce degli utili correttivi. Il bello del forex è che ognuno può imporre le proprie regole. Vi consigliamo, comunque, di rivolgervi ad intermediari autorizzati.

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