Aggiornamento Importante: Secondo la circolare CySEC C168 è fatto divieto ad ogni broker di promuovere Bonus sul deposito. Sulla scorta della nuova regolamentazione, ci teniamo a precisare che qualsiasi riferimento a bonus sul deposito all'interno delle pagine di questo blog non sono più da tenere in considerazione.

Dollaro apre settimana al rialzo

Consigliati 
logo optionbitRendimenti delle
60 secondi al 76%


Software trading Automatico

Visita OptionBit

iqoption_logo_miniDeposito minimo 10$

Trade minimo 1$


Visita Iqoption

dollaro

Il dollaro statunitense ha aperto la settimana al rialzo, dopo aver riscontrato un cedimento post-employment report di venerdì probabilmente eccessivo. Sebbene il dossier sull’occupazione abbia infatti denotato un incremento del tasso di disoccupazione dal 4,9 per cento al 5 per cento, su attese di stabilizzazione al 4,9 per cento, è anche vero che complessivamente deve essere riconosciuto al report il grande merito di aver confermato una strada di costante ripresa del mercato occupazionale.

Tra i tanti spunti positivi in tal senso, sia sufficiente ricordare che il tasso di disoccupazione è aumentato lievemente in un trend di ampio respiro significativamente decrescente, e che l’incremento di 0,1 punti percentuali nel tasso di disoccupazione è frutto non certo del calo del numero degli occupati, quanto dell’incremento della popolazione attiva. In altri termini, in virtù di un percepito miglioramento delle condizioni economiche e della fiducia, sono sempre di più gli americani che hanno scelto di “tornare” a cercare lavoro.

Per quanto concerne le motivazioni del rimbalzo di inizio settimana, ricordiamo come dalla Federal Reserve (Evans e Fischer) siano giunte nuove indicazioni a supporto della prospettiva di un rialzo dei tassi in tempi rapidi. In questi giorni sono previsti altri discorsi: se questa linea, come sembra, dovesse essere confermata, il dollaro dovrebbe rafforzarsi ulteriormente o quantomeno consolidare sulle posizioni odierne.

Di contro, l’euro ha aperto la settimana al ribasso, indebolito dalla prospettiva di un rialzo Federal Reserve entro fine anno (a nostro giudizio, a dicembre piuttosto che a novembre) mentre la BCE continua a ribadire di essere pronta a estendere il QE se necessario (scade a marzo 2017, ma sono molti i sintomi che sembrano suggerire uno slittamento di almeno altre tre o sei mesi, deliberato già a dicembre). Gli ottimi dati di produzione industriale italiana ieri non hanno fornito alcun sostegno all’euro, che questa mattina è sceso ancora portandosi a un soffio da 1,1100 EUR/USD.

Infine, ricordiamo altresì come, sempre sul consolidarsi di attese di un rialzo dei tassi della Federal Reserve entro la fine dell’anno in corso, lo yen torna a scendere passando da 102 a 104 USD/JPY. Se le indicazioni dagli USA si manterranno su questa linea la valuta nipponica dovrebbe scendere ulteriormente. In ogni caso, anche nell’ipotesi in cui i dati dovessero deludere, riteniamo molto difficile che lo yen possa apprezzarsi fino a sfondare quota 100 USD/JPY.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *