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Dollaro in attesa della pubblicazione dell’employment report di giugno

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L’employment report di giugno è non solamente il tema di questi giorni, bensì anche il tema dell’intero mese, vista e considerata la sua rilevanza cruciale per la direzione dei tassi USA, anche se nel brevissimo termine lo scenario della politica monetaria è dominato dalle conseguenze del referendum inglese. In altri termini, notizie anche estremamente positive dal report non modificheranno le decisioni del FOMC per le prossime settimane, ma probabilmente potrebbero mettere le giuste basi per un primo rialzo dei tassi di interesse di riferimento nel corso del mese di settembre.

Tornando al report, la previsione degli analisti è di un aumento di occupati non agricoli di 175 mila e di una revisione verso l’alto dei dati dei due mesi precedenti. Si dovrebbe vedere una ripresa degli occupati nelle costruzioni e una marginale crescita nel manifatturiero; anche i servizi privati dovrebbero registrare una moderata accelerazione da +61 mila di maggio, auspicano gli analisti ISP. I nuovi sussidi restano su livelli coerenti con un mercato del lavoro in piena salute: i nuovi sussidi nella settimana di rilevazione degli occupati (259 mila) sono rimasti poco sopra i minimi recenti (media prime 3 settimane di aprile a 252 mila), e al di sotto del livello (278 mila) visto nella settimana di rilevazione dell’employment report di maggio – dichiara ancora il comunicato della banca.

Per quanto concerne le altre informazioni che arriveranno dal mercato del lavoro, e in particolare le posizioni aperte e le dimissioni volontarie di maggio, le stesse continuano a sembrare in linea con una dinamica soddisfacente dell’occupazione. Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire a 4,8 punti percentuali, con una possibile moderata risalita della forza lavoro. I salari orari dovrebbero aumentare di 0,2 punti percentuali su base mensile. Complessivamente, i dati in uscita dovrebbero confermare il proseguimento di una dinamica positiva del mercato del lavoro, con un persistente sostegno all’espansione dei consumi.

Per quanto riguarda infine la possibilità che tali dati possano poi effettivamente influenzare le decisioni FOMC, non ci attendiamo nessuna novità nelle prossime settimane. È tuttavia chiaro che, se come da attese, i dati del mercato del lavoro riusciranno a rinvigorire il trend parzialmente sospeso nell’ultimo mese, verrebbero a crearsi delle ottime basi per poter pensare a un rialzo dei tassi di interesse già nella sessione di settembre, lasciando poi aperti gli spiragli per un nuovo rialzo nell’ultima sessione di dicembre.

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