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E’ lo split il re di Wall Street e dei listini europei

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euro dollaro

Il sentiment degli investitori la fa da padrone sui mercati, andando ad incidere sull’eurodollaro, che tutto sommato doveva mantenersi poco al di sopra della soglia di 1,35 e senza variazioni di rilievo. E’ quanto sostenuto da chi propugna il carry-trade euro dollaro, come la nuova fiamma dei listini europei ed americani.

Perché questa improvvisa aspettativa ribassista? E’ sempre il dollaro Usa che destabilizza i mercati. L’attesa di un’anticipazione del rialzo dei tassi da parte della Fed avrebbe accelerato le vendite dell’Euro, rispetto al dollaro.

Ciò si basa, però, soltanto su voci di corridoio incoraggiate dalle nuove ricette di stimolo “Draghi”, in base alle quali sono stati decisi nuovi tagli dei tassi e l’aumento della liquidità per le famiglie e le imprese, in contrasto alla deflazione.

Secondo gli assertori del “Carry trade euro-dollaro”, il mercato è di nuovo incline al rischio, cedendo euro contro dollari, in attesa di maggiore rendimento.

Dinamica intra-day pronunciata, per effetto del “Carry trade” degli investitori. A quanto pare, l’allungamento, pur se lieve, dello spread tra titoli in eurozona e titoli Usa, tanto è bastato per far anticipare agli investitori le attese ribassiste.

Ma non si crede che l’interesse maggiore sia nei confronti del biglietto verde, come molti hanno presagito, dato che la differenza dei rendimenti di breve termine si fa ancora poco interessante. Infatti, l’Euro viene scambiato ai minimi di seduta rispetto al dollaro da solo qualche mese (il calo dell’Euro non è stato come ci si aspettava) mentre più significativo è il deprezzamento relativo, rispetto alla Sterlina che si procrastina, ai minimi storici, da oltre un anno.

Carry trade, pertanto, di poco conto. E’ l’azionario che destabilizza maggiormente il mercato, di specie sotto l’effetto del nuovo re: lo split.

Perché non è carry trade eurodollaro

Nel forex, il carry trade è molto attuato ed è similare alla tecnica adottata dagli arbitraggisti o nel mini-scalping.

La valuta del paese a basso costo del denaro viene scambiata contro la valuta del paese ad alti rendimenti, nell’intento di spuntare un differenziale positivo. Così facendo, il cambio si indebolisce maggiormente per la valuta del paese con i minori tassi di rendimento.

I presunti carry traders, quindi, starebbero cedendo euro contro dollaro. In tale caso, dobbiamo attenderci un calo dell’Euro, al di sotto di quota 1,35, nelle prossime sedute intra-giornaliere, sino all’atteso rialzo dei tassi della Fed che ricondurrà su il Dollaro facendo capitombolare l’Euro.

D’altra parte, oggi (11/06/2014 – 12:00) il cambio euro-sterlina si è attestato a 0,80625 con un calo del 0,27%. La sterlina continua ad apprezzarsi nei confronti dell’euro, quindi.Anche l’Inghilterra sta applicando la politica dei bassi costi del denaro. A conferma delle aspettative, ha lasciato invariati i tassi di interesse allo 0,50% in vigore già da oltre 5 anni. Solidità dell’economia britannica comprovata con l’annunzio odierno dei tassi di disoccupazione, per il trimestre febbraio-aprile che sono inferiori alle aspettative (6,6% Vs 6,7% atteso). Questa è la prova del 9. Le dinamiche dell’economia reale contano, oggi, più di quelle dell’economia finanziaria e gli investitori sono tutt’altro che propensi al rischio. Anzi, si stanno rifugiando in valute più forti, fuggendo dall’euro (rifugio in primis la sterlina). Non è di Carry trade che bisogna parlare.

Che cosa è questo split?

Il rapporto di split non conviene a chi è già in possesso delle azioni ma ai nuovi acquirenti.

Cosa è successo con Apple, che ha fissato lo split nel rapporto di 7 a 1?

Il titolo è crollato, ma ci si aspetta solo temporaneamente.

Praticamente il prezzo unitario delle azioni va diviso per 7. Quindi, se un’azione aveva raggiunto il valore di 600 dollari, chiunque poteva acquistarla a poco più di 85 dollari.

Per non creare uno svantaggio nei confronti degli azionisti, quindi, a parità di valore unitario, sono state aggiunte in portafoglio 7 azioni equivalenti, dato che l’effetto non è solo sul prezzo di acquisto. I guadagni di Apple, così, andranno divisi per 7.

Lo split non è percepito come un buon segnale nel mercato azionario. Ecco perché il crollo dell’Apple. Nel mirino gli altri colossi del tecnologico, per l’annuncio di altri piani di split, che stanno concernendo anche i listini europei, seppur in minore misura.

Anche il colosso spagnolo Inditex sta preparando lo split nel rapporto di 5 a 1.

Evidentemente, vi è bisogno di rendere più appetibili le azioni per finanziarsi sul mercato.

I fondamentali economici (l’andamento delle aziende, le prospettive microeconomiche) hanno un impatto anche sul corso del forex, le valute. In questo caso, le pure dinamiche finanziarie, incentrate sul costo del denaro, perdono di peso.

Occhi puntati sull’azionario dunque e sulle politiche di sostegno all’imprenditoria ed al consumo. Scommesse interessanti per il trading binario.

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