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Ecco come si evolve l’Europa: La bufera greca

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C’è chi è sempre più convinto che l’unione economica e monetaria implichi portare avanti una strategia prioritariamente politica, e non soltanto economica. L’interesse di sempre più paesi ad integrarsi con i paesi europei fa parte di un disegno politico, in cui ci si intende mettere al riparo da altre ingerenze. Il caso Polonia ha sempre più fatto maturare tali opinioni, tenendo conto dell’urgenza con cui i vertici intendono realizzare appieno il processo di integrazione economica e monetaria.

Un ulteriore attacco al cuore europeo. Il presidente dell’Ifo ha dichiarato di avere sufficienti certezze per ritenere che la Grecia, nel contesto dell’Europa, abbia comunicato dati sull’avanzo primario che non corrispondono a verità.

Nel frattempo, la Francia ha emanato il decreto Alstom per proteggere alcuni settori strategici dell’economia domestica dalla concorrenza estera. Gli investitori esteri non possono acquisire alcune industrie operanti nei settori menzionati nel decreto (tra cui energia, trasporti, sanità, telecomunicazioni) o operare nel settore, se non dopo l’autorizzazione del governo.

A questo punto ci si chiede: l’unione europea non sta creando un processo di “tanti volti europei rivali”? E’ quindi lo stimolo alla competizione e non la spinta alla cooperazione che sta ridisegnando la vocazione del disegno europeo, anche irretita dalle minacce internazionali di contese politica e commerciali. Il senso della “patria” e dell’economia domestica sembra, qui, avere un’altra ratio che è quella della tutela dell’economia interna.

Effetto Grecia: Forti scosse sui mercati

La Grecia, non di rado, ha riconsiderato l’uscita dall’Europa ma ora sembra, almeno secondo i numeri, essersi posta al riparo.

L’avanzo primario è pari allo 0,8% del Pil e, secondo la Commissione europea, migliorerà ulteriormente sino a sfiorare il 4% per il 2015. Il ritorno della Grecia sul mercato dei bond sembra aver ridato nuovo respiro ad un’economia che ha tutti i segni tangibili di ripresa.

Ma non tutti sono d’accordo. In realtà, la Grecia ha ancora un disavanzo primario pari a più dell’8% con livelli di disoccupazione ancora astronomici (più del 50%).

Perché un saldo positivo? Dalle analisi di dettaglio emerge che sono state sottratte alcune voci (caso: Europa), tra cui gli utili incassati dalle bcn sui bond greci e ri-destinati alla Grecia e la parte del Pil relativa ad aumenti di capitale del comparto bancario. Insomma, la pronta emissione dei titoli di debito ed un miglioramento delle performance potenziali del comparto bancario ha consentito di avere un risultato positivo, solo questo.

Parallelamente all’Italia, tra gli spazi di manovra ammissibili, anche la Grecia è partita con processo di graduale inasprimento fiscale (ricetta “lacrime e sangue).

Forte scossa per i mercati in data odierna (15/05/2014), non limitata solo ad Atene ma con effetto di propagazione anche a Wall Street e nelle principali piazze d’Europa.

In chiusura Piazza Affari al -3,61%, Atene al -4,63%, forte calo anche per Wall Street dove il Dow Jones ha perso più di 200 punti.

Gli investitori sarebbero stati allarmati da un rumours partito proprio dalla Grecia, in cui si annunciava l’applicazione retroattiva della tassazione sui capital gains per gli investitori esteri che avevano dal 01/01/2014 in portafoglio i bond greci. Il governo ha subito rettificato e così anche l’Italia ma la notizia ha creato non poche ansie per gli investitori.

La tassazione è a doppia aliquota: il 33% per le società ed il 20% per le persone fisiche (caso: Europa). Si è forse solo trattato di un malinteso, così come comunicato dalle Autorità greche che, in realtà, intendevano comunicare l’abolizione del precedente regime fiscale o è da attendersi un intervento del fisco in merito? Perché fare solo un comunicato pro-forma? Si sta avvertendo che verranno applicate delle modifiche di settore?

A livello costituzionale (valori democratici), in linea di massima, ciò che è tributo e ciò che rientra nel penale non dovrebbe avere efficacia retroattiva.Quindi, dovrebbe trattarsi di un falso allarme.

Insomma, proprio un’Europa dai tanti stili di pensiero e dai tanti volti. Quando si arriverà a gareggiare insieme, sul fronte della cooperazione economica?

Un’altra informazione interessante abbiamo, però, colto quest’oggi: la borsa è diventata particolarmente suscettibile ad alcune misure di politica fiscale che fanno leva sugli investimenti (non le nostre, a quanto sembra). Un’ottima indiscrezione per chi si occupa di trading binario.

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