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EUR e GBP, come si stanno muovendo le principali valute europee

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Negli ultimi giorni euro e sterlina hanno dato il via a un andamento opposto: la valuta unica europea si è deprezzata ancora, mentre la sterlina ha virato nuovamente verso l’alto. Ma per quali motivi? E cosa ci attende ora il futuro?

Partiamo con l’euro, sceso ancora nei tempi più recenti, e in grado di raggiungere ora un nuovo minimo a 1,0834 EUR/USD dopo la pubblicazione degli ultimi dati USA, più soddisfacenti delle previsioni. E così, quando manca circa una settimana dalla riunione BCE del 10 marzo, da cui ci si aspetta un aumento dello stimolo monetario (ma non è ancora chiaro in che termini, e con che impatti sul mondo valutario), il cambio potrebbe scendere ancora, soprattutto di fronte a dati USA positivi/migliori del previsto. Sotto quota 1,0800 l’area di supporto successiva si colloca a 1,0710-1,0660 EUR/USD, ricordano gli analisti ISP.

Di contro, la sterlina ha continuato a rafforzarsi, riaffacciandosi brevemente in area 1,40 GBP/USD. Nonostante il PMI manifatturiero abbia deluso all’interno del calendario macroeconomico che ha riguardato l’area, la reazione è stata tutto sommato contenuta. Altrettanto contenuto è stato il riscontro della sterlina alla pubblicazione dei dati USA, che sono stati migliori del previsto per gli interessi nordamericani. Il rafforzamento della valuta britannica è poi proseguito anche nei confronti dell’euro, con un ampliamento del movimento in area 0,77 EUR/GBP.

Per quanto concerne invece il futuro a breve e a medio termine, molti condizionamenti sembrano essere legati al noto tema del Brexit. In merito, il governo ha pubblicato un report dove evidenzia le probabili conseguenze negative per l’economia britannica in caso di uscita dall’UE. Un intento di chiarezza (e probabilmente di influenzare l’opinione pubblica in ottica referendum) che potrebbe condurre a una riduzione temporanea del downside rappresentato dall’incertezza dell’esito dello stesso referendum. Tuttavia, più sul brevissimo termine, non sono poche le potenziali delusioni che potrebbero provenire dai dati, in grado di spingere il cambio verso i minimi dei giorni scorsi (e soprattutto la pubblicazione del PMI servizi).

Insomma, la sterlina potrà essere ancora caratterizzata da una fase di particolare incertezza, che probabilmente andrà ad attenuarsi solo quando le stime sull’esito del referendum verranno chiarite in misura più trasparente. L’appuntamento è pertanto con i nuovi sondaggi che cercano di anticipare quale sarà il risultato della consultazione e, naturalmente, con i prossimi dati macro in corso di pubblicazione.

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