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Euro in apprezzamento dopo pubblicazione dati lavoro USA

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EUR-USD

L‘euro vola in apprezzamento dopo la pubblicazione di dati americani deludenti sul fronte del lavoro. L’attesa degli investitori, ampiamente proiettata sui dati dell’occupazione e dei salari medi, è infatti stata delusa dalla presentazione di una serie di analisi che dimostrano come la crescita del numero degli occupati sia stata notevolmente inferiore rispetto alle attese (160 mila unità, contro le 205 mila unità previste).

Insomma, i dati in uscita hanno confermato le proiezioni deboli sull’economia statunitense, aprendo qualche margine di interesse per quanto concerne il trend assunto dai salari medi, che invece mostrano degli incrementi in linea con quanto ritenuto soddisfacente.

In virtù di quanto sopra, il cambio eurodollaro è riuscito a scambiare in rialzo la sessione di venerdì, per poi schizzare verso l’alto subito dopo la pubblicazione dei dati USA, fino a superare la soglia di 1,1450 dollari (salvo poi ritracciare al di sotto di tale livello).

I dati del mercato del lavoro hanno infatti mostrato una contrazione significativa, con i non farm payrolls risultati in decisa flessione rispetto alle attese, e le retribuzioni orarie medie in linea con il consenso del + 0,3%. Gli analisti non attendevano dati di questa entità, ricordando anche che gli ultimi dati macro degli Stati Uniti sono tutt’altro che rassicuranti: il mercato del lavoro più lento del previsto, il rallentamento del Pil trimestrale, quello delle vendite al dettaglio, del PMI manifatturierao e della vendita di abitazioni, sembrano mostrare qualche tentennamento più del previsto nello sviluppo della crescita americana.

Lecito a quanto punto domandarsi cosa potrebbe accadere in seno alla Federal Reserve, che proprio sul mercato del lavoro poggia buona parte delle proprie convinzioni finalizzate a supportare un rialzo dei tassi di interesse di riferimento nel corso della sessione del mese di giugno (il FOMC si riunirà il 14 e il 15 giugno). È certamente troppo presto per poter pianificare un’ipotesi puntuale su quel che potrebbe accadere concretamente in quell’occasione, ma il mese di maggio sembra essere iniziato davvero male per quanto concerne la predisposizione di un buon approccio macroeconomico all’evento.

Non ci rimane dunque che fissare i prossimi principali appuntamenti nel calendario macro a stelle e strisce, consapevoli che i successivi step di analisi fondamentale potranno influenzare in modo decisivo il corso delle decisioni di politica monetaria.

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