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EUR/USD sotto 1,37 dopo tassi BCE invariati e apertura di Draghi al QE

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Oggi è stata una giornata molto importante per il forex, in quanto è arrivata la decisione della BCE di mantenere invariato il livello del costo del denaro nell’area euro. I tassi di interesse sono stati confermati allo 0,25%, ovvero il minimo storico.

L’ultimo taglio risale a novembre scorso, quando fu applicata una riduzione di un quarto di punto per fronteggiare la caduta dell’inflazione. Il trend discendente dell’indice dei prezzi al consumo nell’eurozona è proseguito in questi mesi, ma la BCE preferisce ancora non attuare misure monetarie non convenzionali per far fronte al rischio di deflazione.

Tuttavia, oggi, per la prima volta Mario Draghi ha aperto alla possibilità di attuare un piano di quantitative easing, come fa già da qualche anno la Federal Reserve. In pratica si tratta dell’acquisto diretto di asset finanziari, che va a creare un forte incremento dell’offerta di moneta in circolazione.

Intanto sul forex il tasso di cambio euro/dollaro è sceso fin sotto quota 1,37, in un clima di elevata volatilità. I prezzi hanno toccato un minimo intraday a 1,3698, generando grosse opportunità di scalping e day-trading con l’inizio della conferenza stampa di Mario Draghi. Da un punto di vista tecnico, il cambio EUR/USD sta sperimentando una forte perdita di momentum rialzista dopo l’ottimo andamento registrato tra inizio febbraio e metà marzo, che aveva spinto le quotazioni fino a poco sotto 1,40.

Ora c’è una prevalenza di venditori, che potrebbe continuare a fare pressione allo scopo di spingere i prezzi verso il successivo supporto giornaliero di 1,3640. Se il cambio chiuderà sotto 1,37, lo scenario ribassista si rafforzerebbe. Poi chiaramente andrà valutato anche l’impatto che avrà sul forex l’atteso dato macro di domani pomeriggio relativo al mercato del lavoro negli Stati Uniti. La sensazione è che sul cambio euro/dollaro la volatilità di breve periodo resterà su valori molto alti.

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