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Fattori che influenzano l’andamento dell’oro

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Quando si fa trading sul forex spot, ovvero sul mercato delle valute cash, o a pronti (quindi non i futures e altri derivati), spesso tra gli strumenti finanziari negoziabili c’è anche l’oro, che ormai viene considerato sempre più una moneta alternativa alle valute cartacee piuttosto che una commodity. L’oro può essere quindi negoziato alla stregua di una normale valuta, anche se le sue caratteristiche sono in antitesi a quelle delle tradizionali valute a corso forzoso. Il metallo giallo non può essere stampato a piacimento dalle banche centrali, come avviene per le valute.

Ciò vuol dire che il suo andamento sui mercati internazionali dipende per lo più dalla legge della domanda e dell’offerta. Il lingotto è da sempre inquadrato come un bene rifugio, una sorta di riparo dalle turbolenze finanziarie e dai rischi di aumento dell’inflazione. L’oro ha conosciuto un boom tra il 2000 e il 2012, quando la base monetaria mondiale ha sperimentato una crescita vertiginosa. Dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 e il crack di Lehman Brothers, le banche centrali hanno cominciato a stampare denaro.

Il valore delle valute più importanti ha iniziato a perdere valore, in particolare quello del dollaro americano e della sterlina, ovvero le valute di due delle banche centrali più attive sul fronte degli stimoli monetari attraverso costanti immissioni di liquidità nel sistema. L’oro è arrivato a incorniciare ben 12 anni di rialzi consecutivi, raggiungendo il massimo storico a inizio settembre 2011 a 1.921 dollari l’oncia. Da quel momento è iniziato un brusco declino, con ritorno delle quotazioni sotto 1.200 dollari.

Il crollo dell’oro deriva dalle aspettative di riduzione degli stimoli monetari delle principali banche centrali, in particolare la FED. Inoltre, con l’inflazione sotto controllo, l’oro perde la sua attrattività come bene rifugio. Se a queste variabili aggiungiamo il forte calo della domanda dall’India (primo importatore mondiale) e dalla Cina, l’uscita degli hedge funds e i deflussi record dagli Etf, ecco che il prezzo dell’oro inizia a perdere sistematicamente valore.

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