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Forex Dollaro, crescono le fibrillazioni intorno alla Fed

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Continua a fremere lo scenario intorno alla Federal Reserve, l’istituto monetario statunitense, che dal canto suo prosegue ad alimentare le attese affermando che tutte le riunioni sono potenzialmente quelle buone per la svolta dei tassi di interesse di riferimento.

Una serie di discorsi nell’ultima settimana appena trascorsa ha evidenziato che la decisione di settembre (quella nella quale i tassi di interesse di riferimento sono stati lasciati invariati) è stata sofferta, in bilico fra rialzo e stabilità dei tassi. Nei discorsi di questi giorni si afferma che basta poco per spostare l’ago della bilancia verso un rialzo. Tuttavia, una utile chiave di lettura cruciale per la previsione della tempistica della svolta viene dalla lezione di Yellen su inflazione e politica monetaria, nella quale Yellen ha fatto una requisitoria dettagliata e approfondita a favore di un rialzo dei tassi in tempi brevi, pur in presenza di un’inflazione sotto l’obiettivo, giustificato dal continuo miglioramento del mercato del lavoro e dalla riduzione delle risorse inutilizzate, a fronte di una stabilizzazione dei rischi internazionali.

In particolare, il Presidente della Fed ha fatto in pubblico il discorso che probabilmente farà alla riunione del FOMC di ottobre, e il mercato non può ignorarlo, oltre che cercare di cogliere i giusti spunti per anticipare le decisioni che verranno formulate dall’istituto nelle prossime giornate. Tant’è vero che, a rafforzamento di queste impressioni, i “colleghi” di Yellen si sono associati, mostrando un ampio consenso per un rialzo entro fine anno, e segnalando chiaramente che ottobre è possibile.

Sia Yellen, sia gran parte dei partecipanti alle riunioni hanno ribadito che un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro può essere condizione necessaria ma anche sufficiente per la svolta. Dunque, seppur la questione dei rischi globali rimane, non sembra più essere un fattore predominante come invece era apparso nel corso dell’ultima seduta. L’importante sarà comunque vedere che non ci sia stato peggioramento e che sono circoscritti i rischi esogeni rispetto alla situazione statunitense.

In tale ambito ricordiamo che i dati del mercato del lavoro di settembre, pur più deboli delle attese, non dovrebbero cambiare il quadro generale, lasciando dunque aperta la porta per un rialzo entro fine anno. A nostro giudizio rimangono fortemente minoritarie le ipotesi che il rialzo possa effettivamente concretizzarsi entro la fine del mese di agosto.

Rimane invece da comprendere come si evolveranno i dati macro nei prossimi giorni, sebbene difficilmente potrebbero comparire novità tali da stravolgere l’attuale contesto.

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