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Forex, ecco cosa accadrà questa settimana

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Settimana abbastanza densa di spunti – ma non particolarmente decisivi – per l’area euro. Il calendario macro nell’eurozona propone infatti le indagini IFO, Commissione UE e Istat per poter complestare il quadro per il mese di luglio, con la speranza che possano fornire delle informazioni positive e aggiuntive sull’effetto derivante dal referendum sulla Brexit dello scorso 23 luglio.

Sulla base dei dati che saranno pubblicati non è attualmente possibile escludere una reazione ampia sulle attese. Tuttavia, il punto fondamentale sembra essere fare in modo che il pessimismo maturando non si traduca in un calo anche degli indicatori di domanda e condizioni correnti. Le stime preliminare sul PIL nei mesi primaverili dovrebbero mostrare un rallentamento della crescita euro zona a 0,3 per cento su base trimestrale dal +0,6 per cento su base trimestrale di inizio anno, gonfiato da fattori di calendario e stagionali inusuali.

In Francia, il PIL dovrebbe aver frenato anche di più che nella media area euro: a 0,2 punti percentuali su base trimestrale da 0,6 punti percentuali su base trimestrale, in Spagna il PIL è visto moderare a 0,6 per cento su base trimestrale da 0,8 per cento su base trimestrale, un ritmo ancora assai solido. Le stime preliminari dovrebbero mostrare l’inflazione stabile nella media area euro (+0,1 per cento) e in Spagna (-0,9 per cento) e in lieve aumento in Germania (0,3 per cento da 0,2 per cento), Francia (0,5 per cento da 0,3 per cento) e Italia (-0,1 per cento da -0,2 per cento) – sottolineano gli analisti Intesa. Le vendite al dettaglio sono attese ancora in crescita a giugno in Germania (+0,5 per cento su base mensile dopo +0,7 per cento su base mensile) ma pressoché stabili in Francia. La dinamica degli aggregati creditizi dovrebbe riaccelerare.

La settimana ha molti dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla riunione del FOMC che dovrebbe concludersi con una valutazione positiva della ripresa USA ma con segnali di cautela per i rischi globali. Sul fronte dei dati di giugno, le vendite di case nuove dovrebbero risalire, gli ordini di beni durevoli sono previsti in calo, il deficit commerciale dei beni dovrebbe essere stabile. La stima advance del PIL del 2° trimestre dovrebbe mostrare un’accelerazione della crescita a 2,6 per cento su base trimestrale annualizzata, da 1,1 per cento su base trimestrale annualizzata del primo trimestre.

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