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Forex USD, cosa ci comunicano i verbali FOMC di novembre

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I verbali della riunione del FOMC di novembre, pubblicati nella serata di ieri, confermano che, anche prima delle elezioni presidenziali che hanno visto la vittoria di Donald Trump, il Comitato di politica monetaria della Fed era ampiamente favorevole a un rialzo dei tassi in tempi ravvicinati. La valutazione dello scenario era generalmente positiva, con “una sostanziale maggioranza” che riteneva i rischi “circa bilanciati” e alcuni che invece giudicavano ancora presenti rischi verso il basso legati alle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro.

“La maggior parte dei partecipanti” ha espresso l’opinione che potrebbe essere decisamente appropriato alzare i tassi “relativamente presto” se i dati continueranno a essere positivi e a mostrare miglioramento del quadro economico. Inoltre, alcuni hanno notato che la recente comunicazione del Comitato aveva segnalato che un rialzo era vicino: pertanto, per mantenere credibilità, sarebbe stato opportuno muovere i fed funds alla riunione successiva. Alcuni partecipanti hanno sostenuto il caso per un rialzo alla riunione di novembre, alla luce del miglioramento dei dati e della continua riduzione delle risorse inutilizzate sul mercato del lavoro, che potrebbe dare luogo a surriscaldamento.

Altri partecipanti, si legge in un dossier ISP, erano invece favorevoli a far scendere il tasso di disoccupazione sotto l’equilibrio per accelerare il ritorno dellinflazione verso l’obiettivo e per moderare i rischi collegati al fatto di trovarsi vicino al limite dei tassi a zero. La conclusione della discussione è nota: il Comitato, pur a fronte di un ulteriore miglioramento delle condizioni, ha scelto di aspettare ancora ad alzare i tassi, segnalando comunque che il caso per un rialzo si era rafforzato. L’evoluzione dei dati e degli eventi rende obsolete le sfumature del dibattito riportato dai verbali. I dati sono stati omogeneamente forti e l’aspettativa di espansione fiscale nel prossimo biennio in seguito al risultato del voto dell’8 novembre rendono virtualmente certo il rialzo a dicembre, con il mercato che lo sconta ormai al 100%.

A questo punto, è facile ipotizzare che la decisione più probabile sarà quella del rialzo dei tassi a dicembre. Nella stessa sessione però al FOMC sarà attribuito l’arduo compito di segnale la strada dei tassi nel futuro, che dipende da un insieme di condizioni estremamente incerte. È dunque possibile che il Comitato possa mantenersi molto cauto, continuando a segnalare due rialzi nel 2017, in considerazione del fatto che l’eventuale nuovo stimolo fiscale avrà effetti più avanti nel tempo, mentre la restrizione delle condizioni finanziarie hanno effetti immediati.

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