Aggiornamento Importante: Secondo la circolare CySEC C168 è fatto divieto ad ogni broker di promuovere Bonus sul deposito. Sulla scorta della nuova regolamentazione, ci teniamo a precisare che qualsiasi riferimento a bonus sul deposito all'interno delle pagine di questo blog non sono più da tenere in considerazione.

Forex USD, dollaro in scia su nuove attese per rialzo tassi Fed

Consigliati 
logo optionbitRendimenti delle
60 secondi al 76%


Software trading Automatico

Visita OptionBit

iqoption_logo_miniDeposito minimo 10$

Trade minimo 1$


Visita Iqoption

La settimana si è aperta con il dollaro statunitense ancora in posizioni di relativa forza sulle principali controparti internazionali, sulla scia delle aspettative che la Federal Reserve alzi i tassi di interesse di riferimento entro il 2016 e sulla prospettiva che i Democratici possano vincere le Presidenziali americane.

Oggi e nei prossimi giorni potrebbe inoltre esservi qualche spunto utile per poter consolidare le posizioni del dollaro contro euro, a cominciare dall’imminente discorso di Lockhart e dalla pubblicazione della fiducia dei consumatori di ottobre. Il consolidamento del dollaro dovrebbe proseguire, anche se non è detto riesca a inaugurare nuovi massimi, a meno di sorprese positive dai dati USA o di delusioni importanti dai dati dell’area euro. Le attese sulla politica monetaria statunitense restano il driver principale anche per il cross dollaro/yen che rientra in area 104 USD/JPY: la prospettiva di un rialzo Federal Reserve entro dicembre rappresenta al momento il principale spunto ribassista anche per la valuta nipponica.

Sebbene, dai nostri ultimi approfondimenti in materia, dovrebbe essere già fin troppo chiaro, l’occasione ci è utile per poter ribadire il nostro scenario centrale, relativo a un comportamento oramai in via di consapevolezza da parte dell’istituto monetario federale statunitense, che ha oramai tutte le carte in regola per poter dar seguito a un rialzo dei tassi di riferimento. Riteniamo tuttavia che, come avvenuto in simili casi nel passato, il FOMC non agirà nel mese di novembre a causa della concomitanza con l’evento rappresentato dalle elezioni presidenziali USA, e preferirà pertanto attendere il mese di dicembre per poter dar seguito al proprio rialzo dei tassi nella probabile misura di 25 punti base.

Uno sguardo, infine, alle principali risorse di base, in cui spiccano le variazioni contenute per il prezzo del petrolio in avvio di seduta europea, con il mercato che attende l’esito del dibattito tra i principali produttori internazionali per risolvere la questione sul taglio della produzione dopo che l’Iraq ha confermato la sua volontà a non partecipare al piano. Il Segretario generale dell’OPEC si troverebbe infatti a Baghdad per incontrare il Primo Ministro e il responsabile dell’Energia per intavolare nuovi colloqui. In attesa dei nuovi dati di oggi relativi alle scorte settimanali negli Stati Uniti (fonte API), il contratto WTI scambia sopra la soglia di 50 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a 51,4 dollari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *