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Forex USD, vince Trump: ecco le ripercussioni sul dollaro

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Nuove ampie turbolenze sui mercati questa notte mano a meno che lo spoglio dei voti mostrava la probabile vittoria di Trump, che è alla fine stata confermata con il superamento della soglia dei 270 voti necessari per la vittoria matematica. Una conferma che ha generato prevedibili shock sui mercati finanziari, e che è stata accompagnata da una serie di ripercussioni altrettanto prevedibili.

Oltre allo shock iniziale, infatti, la situazione è andando a evolversi in misura ancora più netta e chiara quando è emerso che i repubblicani avrebbero avuto la maggioranza sia alla camera sia al senato, con conseguente strada libera all’attuazione effettiva dei programmi di Trump, sia in termini di politica interna che di politica estera.

I mercati dinanzi a ciò hanno reagito negativamente (borse e dollaro in calo), ma la reazione sta generalmente rientrando rispetto ai picchi iniziali. Inizialmente il dollaro ha corretto molto, ma non in maniera scontata. Nella reazione iniziale ha perso quasi il 4 per cento contro yen, oltre il 2,5 per cento contro euro e franco svizzero, oltre l’1 per cento contro sterlina, ma ha guadagnando quasi il 2 per cento contro dollaro australiano e oltre l’1 per cento contro quello neozelandese, salendo anche contro dollaro canadese. Come legittimo attendersi ha guadagnando oltre il 10 per cento contro il peso messicano, ma la performance rispetto alle altre valute emergenti è più variegata. Per quanto la reazione iniziale del dollaro stia generalmente e rapidamente rientrando, non è da escludersi una coda di indebolimento in apertura dei mercati USA.

È comunque possibile e non escludibile che quanto maggiore sarà la penalizzazione del biglietto verde nel brevissimo termine, tanto più rapidamente il dollaro potrà risalire in un secondo momento, che potrebbe essere anche non molto lontano nel tempo: al momento, infatti, la probabilità implicita di mercato di un rialzo Fed a dicembre si sta riducendo, ma la decisione finale della Fed dipenderà da quella che sarà la reazione “finale” dei mercati nelle prossime settimane. Se, come ben possibile, i mercati finanziari si stabilizzeranno, la probabilità che la Fed alzi a dicembre tornerà a essere molto elevata. Inoltre, un elemento che va a favore di un rialzo a dicembre è la prospettiva che l’amministrazione Trump metta in atto un ampio allentamento fiscale, maggiore di quello che avrebbe realizzato Clinton, inducendo la Fed a compensare con la politica monetaria.

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