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Forti ribassi per Telecom Italia. Che cosa vi ha inciso?

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perdite telecom italia

Essere un gruppo internazionale per gli investitori vuol dire tanto. Se il target di riferimento, in termini di valuta-base, è un determinato Stato, in cui vi è allocata la sede principale della società, si dovrebbe tenere conto inevitabilmente dei rischi di cambio.

Ecco così che investire nelle azioni dei gruppi più consolidati che hanno ampliato il ventaglio di produzione porta gli investitori ad essere meno ottimisti, soprattutto nel caso in cui i risultati e la debolezza del cambio non sembrano privilegiare lo Stato.

La delocalizzazione dei gruppi societari (non solo isolatamente al gruppo Telecom Italia) è percepita con occhio critico dagli investitori, tenuto conto che varie sono le ragioni che hanno potuto spingere il gruppo internazionale a prendere sede all’estero (minore costo del lavoro, politiche fiscali e del lavoro più vantaggiose, non necessariamente soltanto l’ampliamento del targeting di clientela).

Calo di Telecom Italia

Male in borsa per il titolo della società telefonica più famosa al mondo: un calo delle quotazioni, in seduta del 13/05/2014, di quasi il 2%.

Una sferzata di puntate ribassiste piazzate a segno con l’azione di tale gruppo internazionale, tenuto conto che era stato quasi previsto un pessimismo degli investitori sulle prospettive Telecom Italia ed un calo conseguente delle quotazioni.

Ora non ci resta che decidere se continuare a puntare al ribasso oppure pronosticare un’inversione di rotta.

La variabile fondamentale è rappresentata dal Brasile. Perché?

Il calo maggiore dei ricavi è stato rilevato per tale area, sfiorando il 20% e quindi è l’area che maggiormente incide sul peggioramento delle performance del gruppo

Le incertezze del cambio potrebbero amplificare tali prestazioni negative. Anche se avere la possibilità di contro-scambiare in una valuta relativamente forte (euro) non è necessariamente uno svantaggio per la società internazionale.

Ma ciò non convince gli investitori (prospettive del gruppo internazionale Telecom Italia)  che si concentrano soprattutto sul Brasile e sui livelli del cambio per le prossime previsioni di borsa anche se i risultati del gruppo rispecchiano le previsioni iniziali.

Ci dobbiamo, a questo punto, chiedere se vogliamo adottare un’ottica di medio/lungo temine sul cambio (investitori tradizionali) oppure un’ottica tattica di trading di breve periodo.

Da quest’ultimo punto di vista, in effetti, è possibile pronosticare, con un medio-alto margine di probabilità, un rafforzamento relativo (e sempre di forza relativa si parla, non di apprezzamento o deprezzamento della valuta in senso stretto) del real brasiliano rispetto all’euro che già sta avvenendo a livelli di supporto del cambio (Eur/Real Brasiliano) altamente significativi (nesso Telecom Italia), non del tutto per gli analisti tecnici. Non c’è stata ancora la rottura del primo livello di supporto fissato a 2,95. L’attuale livello del cambio (seduta del 13/05/2014 alle 10:44) è di 3,0479. Attesa per maggiori flussi di capitale verso il Brasile, in prossimità delle future manifestazioni sportive (mondiali di calcio).

Quindi, vi è una buona schiera di trader forex che sta puntando sul rafforzamento del real brasiliano (scommessa short su Eur/Real Brasiliano), così come una buona schiera che associano a tali puntate quelle sulle azioni delle industrie domestiche ed internazionali che potrebbero beneficiare di un rafforzamento relativo del Real Brasiliano.

Non vi è un nesso stringente con Telecom Italia ma d’altronde neanche le ultime valutazioni delle azioni sono tenacemente ancorate ai fondamentali come in passato. Ricordiamo che siamo in contesti di avversione al rischio in cui il sentiment degli investitori conta molto.

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