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Il dollaro riprende la sua strada al rialzo

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Dopo aver vissuto in venerdì una giornata di pesante correzione delle proprie quotazioni nei confronti delle principali valute internazionali e, tra di esse, anche contro euro, il dollaro ha aperto la settimana in corso mostrandosi in leggero rialzo. Una posizione di discreta forza, che non è nemmeno stata intaccata dai dati USA del pomeriggio di ieri, che pure non sono stati certamente positivi.

Tra i principali dati macro che val la pena ricordare, infatti, notiamo una spesa in costruzioni di giugno che ha mostrato una contrazione contro attese di rimbalzo e ancora l’ISM manifatturiero di luglio che è sceso più del previsto, passando da 53,2 punti a 52,6 punti, contro attese a 53,0 punti formulate dalla maggioranza degli analisti americani.

A questo punto, digerita (male) la delusione venerdì del Pil del secondo trimestre (che tuttavia, analizzato per singole componenti, è meno negativo e pessimistico di quanto si possa superficialmente ritenere) ora saranno molto importanti i dati di luglio e agosto per capire se si tratti o meno di una situazione passeggera, o di una situazione semi permanente che potrebbe condizionare, e non poco, le decisioni della Federal Reserve in merito all’opportunità di rialzare i tassi di interesse di riferimento già a settembre.

È inoltre ben evidenziabile, sebbene non si tratti certamente di un aspetto sorprendente, come il focus della settimana sia caratterizzato certamente dall’employment report di venerdì: le attese sono positive e se non saranno deluse il dollaro potrà evitare un ulteriore calo. In caso contrario, è possibile che il dollaro possa sperimentare una perdita di posizione che, tuttavia, non ci pare in grado di minare le nostre aspettative di un apprezzamento di medio termine.

Passando all’euro, la valuta unica europea ha aperto la settimana in lieve arretramento ieri dai massimi di venerdì, ma questa mattina è risalito e li ha già rotti toccando un massimo vicino a 1,1210 EUR/USD. In assenza di novità positive dagli USA e/o negative dall’area euro (attualmente, non certo in grado di esclusione) l’euro potrebbe provare a salire ulteriormente. Ad ogni modo, per poter prevenire un ulteriore rafforzamento sarà necessario che l’employment report di venerdì sia positivo. Per il momento le aspettative sul dossier sull’occupazione a stelle e strisce sembrano essere piuttosto incoraggianti, e su di esso si stanno concentrando gli occhi di tutti i principali macroeconomisti, convinti che proprio dall’employment report di venerdì potrebbe passare un importante treno che condurrà il FOMC a delibera l’atteso rialzo dei tassi…

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