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Scommesse piazzate, come di consueto, sulla nazionale che ospita i mondiali. Ma la borsa di San Paolo sembra deludere, così come si comincia a credere meno in una vittoria del Brasile, dopo aver visto una poco brillante partita con il Messico.

D’altronde, vedere tra le favorite da sempre, una delle nostre ex-rivali che doppiò sia la coppia mondiale che quella europea, la Spagna, in questo grande e fortuito declino, fa pensare che le squadre forti per tradizione non lo siano già più, almeno in questa occasione.

Nel frattempo che c’è attesa per i “tecnici del pallone”, l’Italia, a Piazza Affari le scommesse sugli Etf, agganciati al mercato brasiliano non sono state poche, come si può constatare dai volumi del transato che mostrano una consistente liquidità di tali investimenti alternativi.

Lo si è fatto più per prassi, e senza gettare un pensiero critico sullo stato dell’economia brasiliana che era una delle preferite per chi investiva negli emergenti. Ed invece, ora, abbiamo assistito ad un ritardo da tutti i punti di vista (infrastrutture, disoccupazione), malgrado le entusiastiche prospettive sul paese latino, amato dal mondo intero.

E’ vero, l’indice “Bovespa” continua a crescere, per effetto dei mondiali, ma non tanto quanto dovrebbe.

In apertura, nella seduta odierna (19/06/2014), lo troviamo al +1,7%, in zona verde a 55.202,54 punti. Ciò non basta per poter parlare di sprint consono agli effetti-mondiali. Ricordiamo, infatti, che 7 anni fa, quando le premesse erano buone, l’indice raggiunse i massimi di seduta piazzandosi a 70.000. D’accordo, 7 anni sono tanti, ma non ci sentiamo di “dare la corda” a tanti di quegli entusiasmi sulla Borsa di San Paolo che è vero, mostra un andamento positivo, ha tenuto bene anche all’effetto-Argentina, ma a livelli moderati di massimo su base mensile.

L’attuale sprint dell’indice Bovespa ha comunque lasciato ben sperare chi osserva poco i fondamentali dell’economia, dato che è il massimo da ben 8 mesi.

Ma se poi ci soffermassimo sui livelli del debito pubblico, aumentati sul fronte del budget di spesa per i Mondiali (11 mld di euro) per il quale, non si sa fino a quanto, vi possa essere una cooperazione internazionale, si continuerebbe a credere che puntare sulla Borsa di San Paolo è altamente rischioso.

Quindi, si consiglia di restringere l’orizzonte di investimento al brevissimo termine, giusto quel che basta per sfruttare gli sprazzi di volatilità immediata, e ciò vale anche in caso di vincita del Brasile. Insomma, una speculazione di andata e ritorno, anziché un vero e proprio investimento.

Il buon andamento dei titoli legati ai produttori di materie prime (ad es. Petroleo Brasileiro che è salito al 3,7%; Gerdau con il + 2%, attivo nella produzione di acciaio; Fibria Celulose con il +2,4%) esula dalle difficoltà di ripresa economica generale ed è connesso alle potenzialità dell’area sud-americana. Rialzi moderati anche per le altre borse dell’America Latina. Ma non quel che basta per controbilanciare i rischi di cambio.

Ed in effetti, il real brasiliano continua a deprezzarsi. Anche oggi il cambio Euro/Rel Brasiliano è passato al 3,0298 con un balzo del +0,30%.

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