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Investire sul dollaro, stabilizzazione nel breve termine

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Se avete intenzione di investire sul dollaro, è bene cercare di comprendere cosa stia accadendo nella valuta verde, e cercare di anticipare le sue prossime mosse evolutive. In tal senso, è bene altresì ricordare che il dollaro ha chiuso la scorsa settimana ampiamente al ribasso, danneggiato ulteriormente dai dati di venerdì scorso (indice Empire e fiducia delle famiglie), che hanno deluso, costringendo dunque la valuta in una fase calante. Ma cosa accadrà nei prossimi giorni? È conveniente puntare su un pronto rialzo della valuta verde, o sarebbe opportuno attendere tempi migliori?

Occhio ai dati dei prossimi giorni

Innanzitutto, occorre concentrarsi sulle previsioni dei dati dei prossimi giorni. Se le informazioni macro che stanno per essere pubblicate non deluderanno, il biglietto verde dovrebbe stabilizzarsi ed evitare ulteriori discese. A nostro giudizio, è ben difficile che il dollaro possa riuscire a invertire la tendenza, proponendosi per un corposo rialzo.

Tra i dati sui quali occorre riporre la maggiore considerazione ci sono sicuramente quelli sulle case, attesi positivi, mentre mercoledì verranno pubblicati i verbali del FOMC (dai quali tuttavia è poco probabile che giungano indicazioni in grado di risollevare le sorti del dollaro). Ancora, venerdì è il momento dei dati dell’inflazione, dai quali non ci aspettiamo grandi segnali di riaccelerazione. Complessivamente, comunque, gli appuntamenti di breve pubblicazione non avranno un ruolo decisivo sulla valuta statunitense. Tutto dipenderà invece dal 5 giugno, quando uscirà il prossimo report sull’occupazione: in quell’occasione – avremo modo di tornare nei prossimi giorni – non è certamente possibile escludere grandi variabilità della valuta.

E l’euro?

Capitalizzando sulle delusioni dei dati macro USA, l’euro chiude la scorsa settimana al rialzo, passando da 1,11 a 1,14 EUR/USD. Non escludiamo, in tal senso, che l’euro possa salire ulteriormente, fino addirittura a sfiorare la soglia di 1,20 EUR/USD. Tuttavia, a nostro giudizio un simile scenario potrà verificarsi solo ed unicamente se i dati macro USA dei prossimi giorni dovessero rivelarsi fallimentari. Un altro elemento che potrebbe rendere l’euro più debole del previsto è anche l’assenza di progressi visibili sul fronte Grecia, che potrebbero contribuire a limitare la crescita della valuta unica europea.

Per quanto infine concerne la sterlina, la valuta britannica sembra aver tratto poco beneficio dai dati USA, non riuscendo a raggiungere i massimi del giorno precedente, e perdendo terreno contestuale nei confronti dell’euro. Gli appuntamenti dei prossimi giorni potrebbero penalizzare ancora la valuta d’oltre Manica, soprattutto se vendite al dettaglio, inflazione e verbali BoE dovessero deludere le attese degli investitori.

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