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Investire sul petrolio, cosa potrebbe accadere nel 2016

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Il petrolio viaggia da tempo su livelli minimi storici recenti. Una situazione che sta generando diversi riflessi (in parte, ne abbiamo già parlato negli ultimi mesi), e che non è escluso che possa perdurare anche nel corso dei prossimi mesi, quando la prosecuzione di tale fase di bassi prezzi potrebbe condurre benefici netti comunque trascurabili per i paesi avanzati, in quanto l’ulteriore miglioramento delle ragioni di scambio e l’aumento del reddito reale delle famiglie rischierebbero di essere compensati dal crollo delle importazioni dei paesi produttori.

Dunque, se il fenomeno dei prezzi bassi del petrolio dovesse continuare, quello che accadrà sarà l’accentuazione del ruolo della domanda interna nella generazione della crescita rispetto allo scenario di base.

Stando a quanto elaborano gli analisti più autorevoli, le esportazioni verso i paesi produttori di petrolio sono calate nel 2015 del 23% circa rispetto al 2014 (nel secondo trimestre 2015 la variazione è già pari a -16,8% su base annua), con una riduzione di circa 288 miliardi di dollari rispetto al 2013.

Nell’ipotesi in cui i prezzi del petrolio dovessero essere collocati mediamente intorno ai 40 dollari al barile per il 2016, la contrazione cumulata del flusso annuo di esportazioni verso i paesi produttori di petrolio potrebbe salire a 320-450 miliardi di dollari, con un ulteriore calo di 30-160 miliardi a seconda delle ipotesi.

E per il nostro Paese? Per l’Italia, nello scenario più tiepido, quanto sopra potrebbe essere tradotto in una flessione dell’export di circa 11,5 miliardi di dollari rispetto al 2013, di cui 1,2 miliardi nel 2016. Se invece lo scenario dovesse divenire più negativo, l’effetto potrebbe essere pari a quello del 2015.

A proposito di analisi macro, nel 2016 l’ulteriore aumento del potere di acquisto delle famiglie oscillerebbe fra lo 0,3 e lo 0,5% del reddito disponibile nei maggiori paesi europei (oltre 3 miliardi per l’Italia, circa 9 miliardi in Germania e 5 miliardi in Francia).

Da approfondire, inoltre, le ripercussioni che i prezzi del petrolio piuttosto bassi e prolungati nel medio e lungo termine potrebbero avere nei confronti di altri fronti, come ad esempio quello delle politiche di contenimento delle emissioni di carbonio, di efficientamento energetico e di passaggio a fonti primarie rinnovabili di energia.

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