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La tattica dei cicli ed i mercati finanziari

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cicli economici

Alla luce delle ultime notizie sugli scenari borsistici, è emerso un importante fattore-volatilità che rende tanto più interessante il trading, attraverso l’utilizzo di opzioni binarie.

Ecco, in sintesi, gli ultimi aggiornamenti:

  • Bufera a Wall-Street: pesa molto l’incertezza del fattore politico (gli investitori cominciavano ad attendersi un aumento del costo del denaro ma la Fed continua a porre priorità al target mercato del lavoro), la debolezza del dollaro, i malumori del comparto tecnologico (chiusure trimestrali deludenti), il timore di concorrenti dall’estero
  • Rimonta del settore delle commodity tradizionali: Non più petrolio e gas naturale, non più alcuni settori agricoli tradizionali ma gli Etc più transati sui mercati finanziari sono quelli sui preziosi (in primo piano, l’oro). Ciò riflette un clima di avversione al rischio ed il conseguente sell-off su azioni dapprima ritenute solide (riduzione dell’esposizione sul tecnologico Usa, rotazione anche nel Vecchio Continente dai bancari ad altre industrie sottocapitalizzate del lusso dal brand rinomato, predilezione dell’obbligazionario con ritorno verso alcuni paesi emergenti)
  • Aspra contesa commerciale che vede alcuni protagonisti: La Cina, il Giappone e gli Usa. Da parte loro, altri paesi all’aumento del flusso dei petrodollari aumentano le riserve in oro, allineandosi anche al movimento retail, di modo che la domanda istituzionale non sconvolga più, come avvenne con il ciclone asiatico del 2013, le quotazioni dell’oro sui mercati finanziari.

A questo punto, diamo per presupposto che ogni fluttuazione dei prezzi in borsa rifletta il passato ed il futuro (attese o previsioni). Vi è sempre una scia-replica dei prezzi prima che si consolidi il nuovo valore quotato. Non si tratta, insomma, solo di rumours occasionali ma di fenomeni analizzabili attraverso strumenti di indagine tecnica a medio/lungo termine, utili anche per avere una cognizione tattica dell’ingresso sul mercato.

Strategie basate sui cicli

L’incertezza dei mercati finanziari

Tra le strategie orientate ai cicli sta avendo recentemente particolare risonanza la “Kst (Kiss The Secret of trading)” che è stata messa a punto per i mercati finanziari da Martin Pring.

Più che soffermarci sulla parte tecnica di tale analisi, cerchiamo di cogliere con immediatezza il concetto-base, nell’intento di comprendere perché la tattica dei cicli sia alla base di molte scelte di trading oggi.

Un po’ di teoria dei cicli: vi è chi assegna un peso fondamentale alla lunghezza del ciclo, intendendo con quest’ultimo la manifestazione di quelle tipicità (volumi transati, predominanza del comprato o del venduto, fattori economici e politici) che determina il consolidamento transitorio di una quotazione, prima dell’inversione di trend. La lunghezza del ciclo sarebbe così importante perché determinerebbe la consistenza del movimento post-ciclico e prima dell’inversione di trend sui mercati finanziari.

Se è difficile anticipare con il corretto timing l’inversione di trend, meglio seguire i movimenti a singhiozzo del mercato.

Un ciclo lungo, quindi, è più significativo di un ciclo corto che finirà con il frapporsi ad altri cicli di medio-lunga durata.

Un segnale importante, una volta individuati i cicli, è rappresentato dall’inversione di più cicli. Di questo si occupa l’indicatore KST menzionato, combinando vari supporti di analisi tecnica che ognuno dovrà personalizzare in base ai mercati con cui ha a che fare.

Così, il segnale è di acquisto (opzione call o long) quando tutti i cicli sembrano muoversi verso la stessa direzione (trend rialzista); inversamente il segnale short-sell (opzione put o short) sui mercati finanziari.

A questo punto, entrano in scena altri indicatori che cercano di cogliere il momento in cui ci sarà l’inversione effettiva e consolidata di trend (ad es. stocastico con un elevato time-frame), di modo da impostare lo stop e lo strike price.

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