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Vediamo i più recenti volumi di contrattazione delle opzioni sulle azioni nel mercato della borsa italiana, in modo che ne emerga anche un’utile riflessione tattica.

Gli ultimi dati aggiornati sono riferiti al 18/04/2014 e risulta evidente che:

  • Le opzioni call più transate (puntata rialzista o long) hanno come sottostante “Intesa San Paolo” (scadenza maggio 2014 e strike price a 2,4), nonché “Eni” (scadenza settembre 2014 e strike price a 18,5).
  • Le opzioni put (puntata ribassista o short) hanno come sottostante “Telecom Italia” (scadenza giugno 2014 e strike price a 0,64) ed ancora “Intesa San Paolo” che crea una sorta di frammentazione delle aspettative su Piazza Affari, se non trattasi di opzioni di copertura o hedging (scadenza giugno 2014 e strike price a 2,4).

Le previsioni Intesa San Paolo a Piazza Affari

Record di scambi sia per le call che per le put per il titolo “Intesa San Paolo”. Cerchiamo, allora, di ricostruire un abbozzo di previsioni utili.

E’ evidente che le put per il titolo Intesa San Paolo o sono state transate prima delle ultime nuove o hanno un ruolo di copertura (cautela sui malumori del bancario), dato che il recente aggiornamento di rating, pubblicato da parte di Finlabo Sim, vede un miglioramento a “positivo”.

Ciò è anche effetto dell’avversione al rischio su Piazza Affari e spieghiamo perché.

Gli investitori sono molto cauti nel leggere i bilanci pubblicati dalle varie società. Non guardano ciecamente se i risultati economici sono positivi o negativi ma vanno a scandagliare, ai livelli di dettaglio, cosa possa avere influenzato ed in che misura tali risultati. Quindi, il fatto che il bilancio del 2013 presentato da Intesa San Paolo sia in perdita è poco significativo, nel senso che la componente che è andata ad incidere su tale risultato negativo è di natura strutturale (variazioni di valore delle voci di bilancio) e contingente. Quindi, i risultati positivi non danno adito a particolare entusiasmo su Piazza Affari, ritenendo che il titolo, se scambiato ad elevati volumi di contrattazione, possa essere sovrastimato (rapporto p/utili troppo elevato).

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