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L’indice Pmi. E’ calo ovunque. Preoccupante?

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indice pmi

Si urla al crollo del manifatturiero a dritta e manca. Crollo del manifatturiero per gli Usa, ma anche per il Dragone asiatico, la Cina.

Viene, a questo punto, da chiedersi sin quanto alcuni indicatori di vecchia data, per tradizione utilizzati dal mondo dell’economia e della finanza, possano essere un valido alert.

Certo che si sta rilevando una grande volatilità del mercato con un calo di indicatori come il Dax ed il Nasdaq nelle ultime sedute. Ciò non si preannuncia come una fase di sentiment negativo e devastante.

Stiamo semplicemente assistendo, può darsi, a scontri fra grandi blocchi continentali che vanno consolidandosi, a suon di politica economica.

L’indice Pmi: Le opinioni e gli ordini

Innanzitutto, è da precisare che ogni area, a seconda anche delle preferenze di policy, dà un diverso spessore agli indicatori, che possono essere frutto di aspettative a monte della produzione, o a valle del consumo.

Un esempio importante è rappresentato dalla discrepanza fra lo Zew ed il Cci, entrambi due indicatori di fiducia che hanno come scopo quello di essere il riflesso del pessimismo o ottimismo che permea sulle prospettive economiche. Nulla a che vedere con l’indice Pmi, ma in qualche modo viene a collimare con il nostro ragionamento. Il Cci ha come base di riferimento campionaria i consumatori mentre lo Zew ha come base di riferimento campionaria le aziende di produzione. Una grossa differenza, trattandosi di opinioni sullo stato futuro dell’economia.

Anche l’indice Pmi è frutto di opinioni e stime. In particolare non vi meraviglierete nel sapere che il famosissimo Pmi di Chicago risulta niente di meno che da una mera ricognizione svolta presso 200 imprese operanti nell’ambito manifatturiero. Viene loro detto: “Come prospettate che si comporti il mercato per il vostro settore?”

Conclamato il calo dell’indice Pmi anche per la Cina, al punto tale che il Fmi consiglia uno sviluppo del settore dei servizi ed appropriate politiche di stimolo dell’industria domestica, a partire proprio dal circuito finanziario.

Appunto. La produzione manifatturiera non è necessariamente collegata con le prospettive immateriali dei servizi ed ad alta intensità di capitale, elemento trainante quest’ultimo che non manca al Dragone, con la sua imponente rete infrastrutturale. Quindi, non daremo troppa importanza predittiva a tali indicatori, per parlare di una crisi economica internazionale. E con ciò nulla togliendo che alcune economie sono intenzionalmente a valuta debole. Quindi, certe constatazioni non si sa se prenderle con le buone o con le cattive.

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