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Lo strangle delle opzioni in termini semplici

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strategia strangle opzioni

Se da una parte del mercato c’è l’acquirente, long o short, delle opzioni, dall’altra c’è la persona del venditore. Appunto, basta ribaltare i ruoli per capire che cosa significhi parlare di strangle.

Più che essere una vera e propria strategia, non si tratta altro che degli effetti delle put e delle call, visti dal punto di vista della controparte.

Cosa vuol dire at/in/out the money?

Non c’è bisogno di spendere molte parole sul significato di at the money, in the money ed out the money.

La generazione di un profitto implica “in the money”; viceversa, nell’ipotesi di perdita si parla di “out the money”.

In caso di assenza di perdite o di profitti, l’opzione si dice “at the money”.

Short strangle. In cosa consiste?

1)    Con lo short strangle, si vende simultaneamente un’opzione call ed un’opzione put “Out The money” (chiusura operazioni in perdita). La scadenza delle opzioni è la medesima ma gli strike-price (prezzi di esercizio dell’opzioni) non sono corrispondenti. In particolare, lo strike-price della Call deve risultare superiore a quello della Put.

2)    Come si fa a conseguire guadagno, per tale operazione?  Chi vende riceve un premio dalla vendita delle due opzioni, e questo è il nostro primo punto di riferimento. Bisogna, dunque, solo aspettare che il tempo giochi a favore di chi ha venduto, la controparte, e non di chi ha comprato pagando un premio per il diritto ad esercitare l’opzione.

3)    Quindi? Basta ribaltare il ragionamento simmetrico, dalla parte del venditore. Questo è lo short strangle. Dobbiamo ipotizzare, affinché lo short strangle si dimostri una strategia di vendita vincente, che l’acquirente perda. Ciò vuol dire: trend ribassista per la call e trend rialzista per la put

4)    Possiamo, così stimare i potenziali profitti con lo short strangle. Costruiamo un grafico che evidenzi il punto di pareggio (breakeven point), il guadagno massimo (breakeven superiore), il guadagno minimo (breakeven inferiore).

5)    Breakeven superiore di uno short strangle = Somma dei premi ricevuti dalla vendita delle put e delle call + Prezzo strike della call. Breakeven inferiore di uno short strangle = Prezzo della put – somma dei premi ricevuti dalla vendita delle put e delle call

6)   Dove deve finire il prezzo del sottostante alla scadenza delle opzioni per essere in area di profitto? Esattamente tra il breakeven superiore e quello inferiore. Ciò vuol dire che il prezzo alla scadenza è minore dello strike price della call e viceversa.Nel caso ci si ponga oltre l’intervallo superiore o inferiore, chiaramente vuol dire  che le previsioni, alla base della strategia di vendita, erano errate e si è in perdita.

7)    E’ lapalissiano che la perdita nel caso della put sia limitata. La controparte cosa fa con la put? La vende prevedendo che il prezzo della put scenda. A noi deve succedere esattamente il contrario per guadagnare. Se, poi, invece si avvera proprio quello che la controparte vuole, il prezzo non può scendere su range negativi ma al massimo può essere 0. Di conseguenza, la perdita massima è limitata (viceversa, se ci si pensa, è illimitata per la call)

Quindi, niente di più semplice. Lo strangle è un ragionamento esattamente simmetrico. Se da una parte c’è chi vince, dall’altra c’è chi perde. La controparte potrebbe essere direttamente il broker o indirettamente un altro investitore.

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