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Mercati più ottimisti, la Brexit non fa più paura?

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I mercati finanziari sono sempre più ottimisti sulla Brexit, e con il passare delle ore sta diminuendo la probabilità che alla fine il Regno Unito possa uscire effettivamente dall’Unione Europea. E così, quando mancano poche ore all’apertura delle urne per il referendum sulla Brexit, gli investitori sono convinti che, in fondo, Londra non abbandonerà il resto del Continente. Una convinzione che è cinicamente cresciuta in misura esponenziale dopo la morte della deputata laburista Jo Cox, e che sta portando sempre più analisti a ritenere che prevarrà la permanenza nell’Unione.

Considerato ciò, la sterlina si è confermata sui livelli massimi contro il dollaro dallo scorso gennaio, spinta dalle notizie positive sulla potenziale uscita: l’indice Oddschercker sostiene che le possibilità di vittoria dei leave, cioè di coloro che desiderano uscire dall’Unione Europea, sono scese dal 43 per cento di una settimana fa all’attuale 26 per cento. Pochino, per poter pragmaticamente credere in una rimonta.

Ad ogni modo, sebbene siano minoritari, i timori per i possibili contraccolpi sui mercati finanziari sono piuttosto elevati, e Mario Draghi ha già ricordato di essere pronto a tutto nel caso in cui la Brexit diventi realtà. Lo stesso sta avvenendo dall’altra parte dell’Oceano Atlatico, con le autorità USA che si sono riunite per poter mettere a punto un piano di emergenza.

La giornata non è comunque stata catalizzata dalla sola attesa nei confronti del referendum sulla Brexit. La sessione è infatti stata ricca di spunti macroeconomici, con le vendite di case statunitensi non nuove a maggio che sono salite dell’1,8 per cento, in linea con le attese. Nell’Eurozona, l’indice della fiducia dei consumatori a giugno si è attestato secondo la stima flas a -7,3, in peggioramento di 0,3 punti rispetto a quanto riscontrato nel mese di maggio, per un livello lievemente peggiore delle previsioni, e a -5,8 nell’Unione Europea, in peggioramento di 0,1 punti.

Infine, lo spread tra i Btp e i Bund decennali tedeschi si è ristretto intorno a 140 punti base, con il titolo italiano che oggi rende l’1,45 per cento sul mercato secondario. L’euro è in rialzo nei confronti del dollaro, e guadagna qualche posizione, rispetto alla mattinata, anche sullo yen. Il petrolio quotato al Nymex torna sopra i 50 dollari al barile, mentre l’oro è debole, poco sotto i 1.270 dollari l’oncia.

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