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Msci Emerging Markets. Un approccio dinamico del trading.

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Msci Emerging Markets

Per il 2014, non erano poche le aspettative sulla continuazione della fase di ripresa economica per le cosiddette “economie emergenti”. Ed infatti, un moderato numero di traders ottimisti puntavano molto sul buon posizionamento dei titoli o valori quotati riferiti a tutti quei paesi che devono ancora raggiungere gli stadi avanzati del loro sviluppo (ad es. Messico, Russia, Cina, Brasile, Israele…)

Purtroppo, un po’ per la difficile situazione di pressione politico-internazionale che si è creata, non sono i tempi (almeno non ancora) per tale trading ottimista. Proponiamo, però, un profilo dinamico del trading che lo rendono compatibile anche con l’ottimismo.

Che segnali possiamo trarre dall’MSCI Emerging Markets

Questo indice è il principale riferimento per poter valutare l’esito dell’investimento in una serie di titoli agganciati ad imprese localizzate in aree in via di sviluppo e molti investitori vi hanno puntato all’apertura del nuovo anno, anche sull’onda dei lievi rialzi dei rendimenti dei fondi di risparmio gestito, agganciati a tale indice, avutisi a 2 riprese, per quanto concerne il paniere che ha come principali riferimenti geografici Taiwan, Cina, Messico, Russia, Brasile, Corea del Sud (ETF)

–       Tra il 2010 ed il 2011 (picco appuntito di crescita), seguito da una fase di picco in discesa

–       Tra il 2012 ed il 2013, pur se in modo altalenante e moderato. Tale trend di moderato aumento è stato nuovamente seguito da una fase di discesa, per poi ri-aumentare

Recentemente, si è registrato l’ultimo trend negativo dell’indice.

Tale andamento così instabile dell’MSCI Emerging Markets da che cosa può dipendere e che tipo di segnale può trasmettere agli investitori?

La conclusione immediata che verrebbe da dare, visto che si è abituati alla logica dell’azione, è il pessimismo. L’avrebbero vinta, pertanto, i traders pessimisti che non hanno mai creduto nel buon andamento, presupposto dei nuovi “Miracoli economici”, degli indici riferiti alle economie emergenti (orizzonte strategico di medio/lungo termine).

Ma forse, da certi punti di vista, questa potrebbe essere anche una conclusione affrettata. In realtà, forse bisognerebbe avere la pazienza di aspettare che l’impasse geo-politica che si è creata finisca e vada a vantaggio del trader ottimista. Nel frattempo, si potrà continuare a difendere le proprie posizioni (ruolo di copertura del capitale).

Che peso ha l’elemento psicologico nella definizione del trend?

In realtà, l’MSCI Emerging Markets, se opportunamente replicato (creazione di un duplice mercato distinto rispetto a quello del sottostante) dovrebbe presentare, per propria natura, le seguenti caratteristiche:

–       Elevata volatilità. Quindi, è normale l’alternarsi delle fasi repentine di calo e rialzo dell’indice. Non è sinonimo di aspettative deludenti. Il fatto che il rendimento sia in calo di ben il 4% è interpretato in un’ottica statica e globale dell’investimento, visto come uno stock di capitale. Se ci ponessimo in un’ottica dinamica, la tattica giusta sarebbe di prevedere tali movimenti ad “altalena”, coprirsi dalle perdite in conto capitale, aprire le posizioni a maggiore intensità di investimento nei traders vincenti (tattica mobile e capital management vs risk management).

–       Scarsa correlazione rispetto ai principali indici mondiali.

–       Forte correlazione alle fasi pro-cicliche. Ciò vuol dire che se l’economia dei paesi emergenti cresce, l’indice a sua volta attraverserà un picco positivo.

Per maggiore precisione, in questo caso ci riferiamo all’Ishares MSCI Emerging Markets (ETF).

Replicare l’andamento di un indice, attraverso i derivati, vuol dire creare maggiore volatilità stocastica, ovvero legata al futuro (non al passato). L’elemento psicologico ed il sentimento degli investitori diventano, a dir poco, fondamentali e saranno condizionati da:

–       Le notizie, riguardo alla policy dei paesi in questione (ad es. restrizione o espansione monetaria)

–       Le scelte dei investimento di tali paesi

In buona sostanza, possiamo concludere che l’andamento dell’MSCI Emerging Markets è del tutto tipico e se vivere in un mondo speculativo volesse dire vedere il bene solo quando gli indici sono positivi, significherebbe perdere tutto il sacrosanto gusto dell’investire su un sentiero mobile e dinamico (orizzonte tattico di breve termine). Certo, la prudenza non è mai troppa. Ma c’è anche chi dice: Chi non risica, non rosica.

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