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Opzioni azioni e bond USD, come comportarsi con il rialzo tassi?

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Il momento del rialzo dei tassi di interesse Fed si sta avvicinando. Ma quali saranno le ripercussioni per gli investitori che scelgono di impiegare il proprio denaro con le opzioni binarie legate al Forex, come ad esempio avviene per l’acquisto e la vendita di azioni e obbligazioni in valuta?

Cercare di comprendere quel che accadrà, nel dettaglio, non è né facile né sintetizzabile. Tuttavia, possiamo riferirci agli approfondimenti che negli ultimi giorni sono stati formulati da Morgan Stanley, con la banca d’affari che sottolinea che se per le azioni un aumento dei tassi non è necessariamente un fattore negativo, poiché è da interpretarsi come una mossa che implica condizioni economiche in miglioramento, le conseguenze sul fronte dei bond potrebbero essere più significative.

Ma andiamo con ordine. Trascinati dai dati sull’occupazione americana, i tassi Fed Fund dovrebbero incrementare di 0,25% nella prossima riunione di dicembre. Stando a buona parte degli analisti, tale primo rialzo dovrebbe essere seguito da rincari di 0,25% a giugno e a dicembre del 2016. Uno scenario che dovrebbe condurre il cambio euro-dollaro a oscillare tra 0,95 e 1,10 nel corso del 2016, con conseguenze su tutta la curva con i tassi Usa decennali, che dovrebbero tornare a sfiorare il 3%, grazie anche all’evidenza che l’economia americana gode di buona salute soprattutto nella domanda interna grazie alla piena occupazione al probabile ritorno dell’inflazione (gli ultimi dati hanno condotto la variazione dei prezzi da 0% a 0,2%).

Stabilito quanto sopra, per cercare di orientare al meglio il proprio comportamento sulle opzioni binarie in obbligazioni, il tutto sta nel comprendere fino a quanto un apprezzamento del dollaro non abbia una ricaduta sul comparto. Ciò che sembra più probabile è comunque che l’annuncio di un rialzo dei tassi potrebbe far proseguire nel breve la forza del dollaro perlomeno contro euro, se nel contempo anche la Bce si vedrà protagonista di un rafforzamento del proprio Qe, come sembra essere sempre più probabile a dicembre.

È sempre più probabile, in effetti, che mentre la Fed è pronta a tagliare, il prossimo mese possa essere quello della divaricazione tra le due banche centrali: Draghi, il 3 dicembre, in occasione del meeting mensile della Bce, potrebbe infatti varare un potenziamento del suo Qe, oltre che abbassare nuovamente il tasso dei depositi che è già negativo (-0,2%). Una divergenza già nota, che tuttavia il futuro a breve termine potrebbe contribuire ad acuire in modo decisivo.

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