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Petrolio a picco con forte aumento delle scorte negli Usa

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E’ un momento molto difficile per il petrolio Wti, ovvero il greggio americano con qualità West Texas Intermediate. Le quotazioni sono in forte calo da giorni e solo nella seduta di ieri hanno perso quasi il 2%.

Sul mercato Nymex di New York il future sul Light Crude Oil è letteralmente crollato, toccando un nuovo minimo da oltre un mese in area 97,5$ al barile. Il 3 marzo, però, i prezzi avevano raggiunto un picco annuale sopra 105$ al barile.

Da quel momento il petrolio Wti ha registrato una performance negativa superiore al 7%. A favorire la nuova flessione delle quotazioni è stato il forte aumento delle scorte settimanali di greggio negli Usa, ma anche la sorprendente vendita delle riserve strategiche da parte degli americani.

Non accadeva dal 2011, quando era in corso la guerra civile in Libia. L’operazione è stata annunciata ieri dal Dipartimento per l’Energia Usa, che ha sottolineato come si tratti di una mossa “tecnica” già allo studio da alcuni mesi. L’obiettivo dichiarato è testare la capacità del gigante economico nordamericano di reagire in caso di emergenze, come accaduto tre anni fa in Libia e anche negli anni precedenti, come nel 2005 quando l’uragano Katrina provocò morte e devastazione nel paese. Gli analisti ritengono che la mossa di Washington sia un chiaro segnale di avvertimento alla Russia, impegnata da qualche settimana in manovre militari al confine con l’Ucraina.

Il greggio messo in vendita è di qualità “sour”, ovvero ad alto contenuto di zolfo come molti estratti in Russia (ad esempio la qualità “Ural”). A sostenere il trend ribassista del petrolio Wti è stato anche il dato sulle scorte settimanali di greggio, che negli Usa sono aumentate di 6,2 milioni di barili (il triplo in più rispetto alle attese).

Da un punto di vista tecnico il petrolio Wti potrebbe ora mettere a punto un rimbalzo tecnico verso quota 100$ al barile. Tuttavia, non sarà facile superare questo ostacolo tecnico, per cui entro fine mese è possibile un nuovo calo delle quotazioni fino a 95$ al barile.

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