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Preferiti i bitcoin all’oro: Succede nello Yukon

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Dopo il fallimento di una delle piattaforme virtuali più note al mondo e l’enfasi mediatica sul caso Bitcoin, al punto tale che alcuni suicidi di personaggi della finanza sono stati collegati alla catastrofe scatenata con le criptovalute, i primi pionieri del mondo digitale, si pensava di dare l’addio sacrilego ai Bitcoin, in alcune legislazioni non più moneta, ma strumento finanziario. Questa è stata la posizione della bandiera a “stelle e strisce”.

Molte ne sono state dette sui bitcoin. Sta il fatto che vengono accettati come mezzo di pagamento, anche attraverso la paypal e da alcuni importanti colossi dell’e-commerce (ad es.Amazon), che si sono adeguati alla nuova rivoluzione delle criptovalute. L’ultima è stata l’adesione dell’Apple che accetta come valuta di pagamento i bitcoin. Anche Expedia accetta pagamento in bitcoin.

E’ diventato difficile rigenerare il proprio portafoglio di bitcoin e quando sono nati molti di noi non li conoscevano neanche.

Ora, hanno un valore investibile e convertibile nelle altre  valute, caratterizzato da un’alta volatilità, al punto che la speculazione da arbitraggio non è affatto diminuita.

Sapete che cosa ha fatto un utente anonimo del sito “Bitpremier” che è una sorta di portale per il collocamento di beni di lusso o opportunità rare e selettive?

Ha messo in vendita una miniera d’oro, situata a Dawson City (Canada-Yukon), inclusi i macchinari, per un controvalore di 2 milioni di dollari, ma qual è la valuta di denominazione in cui deve avvenire la transazione? I bitcoin.

Altisonante il paragone che annienta tutta la nostra cognizione e dimensione abituale di valore. E quando l’arcinoto riccastro protagonista della Disney si tuffava nel proprio deposito di monete d’oro…chissà cosa avrebbe pensato di tutta questa dematerializzazione e della nuova finanza creativa!

Ora ci chiediamo: come si può per una transazione di tale portata accettare un pagamento in una valuta altamente volatile come quella dei bitcoin che nell’arco di 1-2 mesi è passata dal dimezzamento al raddoppio del valore? Evidentemente si pensa di contro-negoziarla, spuntando un’ulteriore margine di guadagno e mantenendola in portafoglio sino al momento opportuno. Infatti, il prezzo è espresso in termini del biglietto verde e non dei bitcoin,  che sono la valuta utilizzata per il pagamento e verranno convertiti al momento.

Perché tale venditore chiede direttamente bitcoin? Perché sono diventati difficili da ottenere come si faceva all’inizio della loro nascita, se non convertendo la valuta base in bitcoin.

Ormai, coloro che riescono ancora ad averli online, come forma di retribuzione, sono i cosiddetti “minatori” che controllano tutte le operazioni di validazione dei pagamenti e delle transazioni effettuate dai vari utenti privati ed anonimi, attraverso le varie piattaforme. In alcuni casi, operano in proprio acquistando, a ritmo di 2-3 mesi, macchinari sempre più potenti per poter guadagnare giornalmente 15-20 bitcoins. Ma le apparecchiature vanno sempre aumentando di prestazioni. L’attuale processore di elaborazione dati è basato su un chip Asic. E’ un sistema che assorbe molto più consumo elettrico di un normale pc, disponibile nei negozi di informatica. Trascorsi 1-2 mesi, che con la crescita del network di valuta virtuale possono anche diventare 1-2 settimane, bisogna cambiare hardware, spendendo, in pratica, quasi il guadagno di un mese. Sempre che la volatilità del bitcoin, rispetto all’euro, non sia a nostro vantaggio. Un investimento mensile che è arrivato sino all’ordine di 600-700 euro solo per acquistare l’hardware mese per mese.

Ciò  unicamente allo scopo di ottenere e generare Bitcoin, all’origine (aumento indotto dell’offerta di moneta senza intermediari), magari transandoli, a seconda della convenienza, con altre valute o altre criptovalute.

Purtroppo, non poche le persone che si sono gettate, nella speranza che si replicasse il successo avuto agli albori dei bitcoin, in altre valute emergenti e hanno fatto un fiasco colossale. Queste nuove valute sono, poi, prodigiosamente sparite nel giro di qualche settimana lasciando gli sprovveduti con un pugno di mosche in mano.

Insomma, sicuramente, i bitcoin hanno raggiunto una posizione consolidata e difesa dal mercato, difficilmente contrastabile da altri antagonisti che potrebbero, in alcuni casi, fungere da “specchio per le allodole”.

Tema complesso, quello dei Bitcoin che presto sarà allo studio della Camera dei deputati, come preannunciato in un recente meeting di alcuni esponenti del mondo accademico e politico.

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