Aggiornamento Importante: Secondo la circolare CySEC C168 è fatto divieto ad ogni broker di promuovere Bonus sul deposito. Sulla scorta della nuova regolamentazione, ci teniamo a precisare che qualsiasi riferimento a bonus sul deposito all'interno delle pagine di questo blog non sono più da tenere in considerazione.

Previsioni Euro settembre 2015

Consigliati 
logo optionbitRendimenti delle
60 secondi al 76%


Software trading Automatico

Visita OptionBit

iqoption_logo_miniDeposito minimo 10$

Trade minimo 1$


Visita Iqoption

trading-forex

Torniamo anche oggi ad occuparci delle principali previsioni sull’andamento dell’euro, in riferimento al mese di settembre 2015. Partiamo naturalmente da quanto accaduto negli ultimi giorni, con il rafforzamento della valuta unica europea nei confronti delle principali valute in occasione del sell-off dei mercati azionari, che ha reso l’euro una delle monete rifugio preferite, evidenziando dunque una correlazione inversa molto stretta con quanto avveniva nelle borse Usa e europee.

Sotto tale punto di vista, pertanto, quanto accaduto in Cina è stato sicuramente utile per evidenziare un tratto informativo parzialmente noto già negli ultimi mesi. Ma, per quanto ovvio, il pregresso non ci aiuterà a comprendere quale sarà il corso intrapreso nel mese di settembre dalla moneta unica del vecchio Continente.

Di fatti, ricordato quanto sopra, occorre altresì affermare come la direzione che prenderà il cambio contro il dollaro nelle prossime settimane dipenda in primo luogo da quello che deciderà di fare la Federal Reserve in tema di tassi di interesse di riferimento. L’autorità monetaria americana fino a poco tempo fa sembrava essere fermamente convinta della necessità di approcciare un movimento rialzista dei tassi di interesse di riferimento, ponendo così fine a uno scenario di tassi bassi che oramai dura da diversi anni. Di contro, quanto accaduto in Cina ha spinto gli analisti ha ritenere che invece la Yellen preferirà attendere ancora, e rompere quindi gli indugi a dicembre o all’inizio del nuovo anno. Altri ancora affermano che i rischi di un rialzo degli interessi sarebbero evidenti, ma che comunque la Fed deciderà in tal senso per comunicare un rinnovato senso di ottimismo al mercato.

Al di là di quanto sopra, secondo quanto dichiarato dall’ufficio studi di MF, “sul fronte tecnico una conferma del breakout dell’area 1,14-1,145 avrebbe fornito un chiaro segnale di forza del dollaro, in grado di creare le condizioni per un’inversione di ampio respiro, ma il brusco dietrofront delle ultime giornate ha di fatto smorzato tale prospettiva”. Di contro, proseguiva l’ufficio studi, “al ribasso, il primo supporto utile si colloca in area 1,12-1,117 e rappresenta lo spartiacque tra una semplice, per quanto ampia, correzione, e una nuova inversione di breve, mentre al rialzo la barriera più importante rimane quella a 1,14-1,145”.

Insomma, l’incertezza sull’andamento del cambio rimane ben evidente. E a noi non resta che attendere i momenti imminenti alla decisione della Fed, prima di esprimere un nuovo commento previsionale sull’andamento del rapporto tra l’euro e le principali valute internazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *