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Ruolo delle banche centrali sul forex

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Fino a qualche anno fa si pensava erroneamente che il ruolo delle banche centrali sul forex stesse diventando sempre meno influente, lasciando così campo libero esclusivamente a banche d’affari, broker, hedge funds, speculazione e dati macroeconomici. In realtà, dopo lo scoppio della crisi finanziaria del 2007-2008, le banche centrali hanno rivestito un ruolo di primaria importanza sui mercati mondiali influenzando notevolmente l’andamento del mercato forex. In che modo? Attraverso la politica monetaria: da un lato facendo leva sui tassi di interesse, dall’altro sull’offerta di moneta.

Attraverso gli strumenti di politica monetaria a propria disposizione, le banche centrali più importanti del mondo sono riuscite a decretare il boom o la caduta delle valute principali in particolari fasi del ciclo economico e dei mercati finanziari. L’andamento del tasso di interesse in un’area economica può avere forti ripercussioni sull’andamento delle valute, che sono strettamente collegate fra loro attraverso particolari meccanismi di intermarket analysis. Solitamente una valuta tende a deprezzarsi se i tassi dell’area economica di appartenenza iniziano a scendere.

Chiaramente tassi in salita favoriscono la valuta. Un caso particolare è quello di un trend costante di ritocco dei tassi di interesse all’insù o verso il basso. La valuta quasi sempre risponde in modo violento a simili modifiche del costo del denaro, a meno che dall’altra parte dell’incrocio valutario non ci sia una valuta interessata da una politica monetaria simila da parte della propria banca centrale. Negli ultimi anni le banche centrali hanno progressivamente ridotto i tassi verso lo zero, ma hanno anche utilizzato un’altra leva monetaria, ovvero il quantitative easing (QE).

Si tratta di stimoli monetari non convenzionali che portano le banche centrali a iniettare liquidità nel sistema, svalutando di conseguenza la propria valuta. Da questo punto di vista le banche centrali più attive sono state la Fed, la Bank of England e la Bank of Japan. In particolare quest’ultima ha di recente messo a punto un piano di maxi-stimolo monetario, che ha provocato una clamorosa svalutazione dello yen sui mercati valutari. Come si può notare dal grafico del cross dollaro/yen, nel giro di alcuni mesi, la divisa nipponica si è svalutata di oltre il 30% sul biglietto verde a seguito dell’implementazione di una politica di QE particolarmente aggressiva della BoJ.

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