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Sterlina in altalena, si attende la riunione BoE

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La sterlina nelle ultime ore è risalita di nuovo, riportandosi da 1,43 a 1,44 GBP/USD. Tuttavia, ancora più recentemente ha dato sfoggio di ritracciare, ripercorrendo sostanzialmente la strada al contrario dopo i dati di produzione industriale che sono stati peggiori delle attese degli analisti.

Ad ogni modo, appare evidente come i movimenti di questi giorni non sono particolarmente significativi e che il cambio di fatto è stabile (lo stesso vale per dollaro statunitense ed euro, ad esempio, visto e valutato che la settimana è totalmente priva di avvenimenti macro di rilievo). Analogamente, contro euro la sterlina si è mossa in un breve range tra 0,78 e 0,79 EUR/GBP.

Tuttavia, guai a pensare che la sterlina non possa vivere qualche spostamento di maggior rilievo: in tal senso, la giornata importante sarà quella di giovedì, con la pubblicazione dell’Inflation Report al termine della riunione della Bank of England. La probabile revisione al ribasso delle proiezioni di crescita alla luce degli effetti negativi che l’incertezza sul referendum UE sta avendo sull’economia britannica dovrebbe far scendere la sterlina sia contro dollaro sia contro euro. In attesa di tale avvenimento, avrà prima luogo un’interrogazione parlamentare di Osborne sul rapporto pubblicato dal Tesoro in merito all’impatto del referendum UE sull’economia britannica in caso di vittoria dei “leave”. Per il momento i sondaggi danno ancora in testa i remain, ma i dati in materia sono molto contrastanti, e la quota di incerti è tutt’altro che sottovalutabile.

Spostandoci dall’altra parte del globo, notiziamo infine che lo yen è sceso ancora contro dollaro, per poi recuperare parzialmente le posizioni. Gli analisti ISP segnalano che Hamada, consulente economico del primo ministro Abe, ha detto che il cambio non dovrebbe apprezzarsi oltre quota 105 USD/JPY e che un intervento diventerebbe opportuno se lo yen dovesse portarsi troppo rapidamente verso quota 100 USD/JPY. Detto ciò, la prospettiva che la Bank of Japan possa tagliare ancora i tassi mentre la Federal Reserve riprende ad alzarli dovrebbe sbloccare lo stallo attuale. I rischi sono tuttavia leggermente sbilanciati verso l’alto per lo yen fintantoché dal lato USA non emergono segnali che la Fed possa alzare i tassi tra giugno e luglio.

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