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Sterlina in correzione nonostante inflazione oltre le previsioni

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Così come avvenuto anche nei confronti dell’euro, pure la sterlina negli ultimi giorni ha parzialmente corretto, soprattutto contro il dollaro USA, toccando quota 1,30 GBP/USD. La correzione ha invece interessato un po’ meno l’euro, che di fatti si è anch’esso indebolito, passando da 0,83 a 0,84 EUR/GBP. Tra i dati di maggior rilievo degli ultimi giorni, segnaliamo come l’inflazione sia salita più del previsto, da 0,3 per cento a 0,5 per cento, ma non abbia comunque apportato grandi cambiamenti allo scenario di interpretazione degli analisti.

Di fatti, in un clima di post Brexit, tra le aspettative sulla crescita e quelle sull’inflazione sono sicuramente le prime ad avere maggiore importanza. Ne è derivato che la sterlina non ha tratto beneficio dal dato, ed è scesa invece sulla revisione al ribasso delle proiezioni di crescita.

In merito, ricordiamo come la Commissione Europea abbia stimato come Brexit potrebbe togliere alla crescita britannica dall’1 per cento al 2,75 per cento l’anno prossimo. Meno pesanti ma comunque molto negative le stime del Fondo Monetario Internazionale, che mostrano una revisione al ribasso dello 0,2 per cento quest’anno e ben più ampia, dello 0,9 per cento, l’anno prossimo, con un rallentamento dall’1,7 per cento del 2016 all’1,3 per cento nel 2017, laddove nello scenario precedente aveva invece un’accelerazione l’anno prossimo.

Ancora il calendario macroeconomico questa mattina ha proposto alcuni dati legati al mercato del lavoro, proponendoli migliori delle attese. Grazie a ciò la sterlina si è lievemente rafforzata: il tasso di disoccupazione infatti è sceso da 5,0 per cento a 4,9 per cento e le retribuzioni hanno accelerato da 2,0 per cento a 2,3 percento. Dati positivi, ma pur poco indicativi delle tendenze future.

Sono invece sicuramente di maggior peso specifico i dati in uscita domani (vendite al dettaglio), e venerdì (PMI manifatturiero) che dovrebbero invece fornire nuove conferme dell’impatto negativo dell’esito del referendum, mantenendo pressioni ribassiste sulla sterlina. Attenzione domani anche all’esito della riunione da parte della Banca centrale europea. Non sono previste, anche in questo caso, particolari novità: è dunque probabile che la BCE possa mantenere la propria politica di comunicazione piuttosto accomodante, nel tentativo di ispirare ai mercati finanziari la sufficiente serenità per poter mantenere opportuni equilibri in un contesto di grandissima incertezza finanziaria.

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